
7mila euro di multa per qualche ipotetica birra venduta fuori orario e ci risiamo. Non solo i bar più noti, ma anche i punti vendita più innocui, perché non creano assembramenti né schiamazzi, della città. Il pugno duro delle istituzioni infatti non coinvolgerebbe solamente i principali attrattori della vita notturna viterbese, ma anche piccoli punti vendita verso i quali non ci si scompone e si applicano sanzioni incredibili.
È il caso di un piccolo locale situato in via san Pietro adibito con dei distributori automatici “che incassano quando va bene 50€ al giorno”. È l’amara segnalazione di una cittadina viterbese che trovatasi con un locale sfitto per mesi e mesi, per non andare in perdita, ha deciso di installare i distributori automatici per pagarcisi le tasse e poco più e non mandare il locale in malora.
“Ho segnalato con dei cartelli che la vendita di alcolici si sarebbe bloccata dopo la mezzanotte, ma purtroppo la scheda madre dei distributori, probabilmente dopo un temporale, si è sballata e l’orario di chiusura è saltato”. Così dopo qualche giorno è arrivata la segnalazione da parte di alcuni esercizi commerciali vicini. “È la cosa più triste – ha commentato – hanno segnalato senza avvisarmi e le forze dell’ordine hanno fatto lo stesso. Sono andati lì due volte a pochi giorni di distanza e mi hanno notificato la multa”. Non un sanzione qualsiasi però, ma una maxi multa: 7mila euro, se pagata subito, ma che potrebbe salire fino a 20mila.
“Avrebbero potuto avvertirmi del guasto – spiega – e avrei sistemato. Avrò venduto 30 birre in sei mesi, non mi sembra una sanzione equa. Addirittura si sono presentati con la scientifica, mi sembra assurdo. Finirò di pagare i macchinari tra 4 anni e secondo loro devo pagare 7mila euro senza battere ciglio entro 60 giorni. Come faccio? Ho fatto ricorso, ma la Prefettura per la risposta si è presa fino a cinque anni. Poi eventualmente se la sanzione sarà confermata potrò far ricorso al Giudice di Pace. Insomma dovrò aspettare 10 anni per questa cosa. Non potevano farmi una prima multa alla prima visita di 500€ invece di notificarmela alla seconda visita senza avvertirmi che c’era un guasto? Mi hanno trattata come una delinquente ed è così che la multa è lievitata”. Insomma 7mila euro di multa per aver lasciato aperti i distributori automatici oltre la mezzanotte per qualche giorno. Ore nelle quali potrebbe aver venduto poche birre oltre l’orario consentito. “Quelle cifre – commenta ancor più amaramente – si applicano alle grandi discoteche della riviera romagnola che incassano decine di migliaia di euro a serata”.
La storia racconta ancora una volta di un’Istituzione, questa volta non il Comune, che si rivolge ai cittadini col pugno di ferro, che invece di cercare il dialogo, reprime e che mostra i muscoli invece che cercare la parola. La città però avrebbe bisogno di programmazione e di collaborazione. Chi sbaglia è giusto che paghi, è sacrosanto, ma ci vuole senso di responsabilità nel comminare le sanzioni. Condannare duramente senza capire il contesto e senza programmazione della vita cittadina è pericoloso perché contribuisce solo ad aumentare la sfiducia e a diminuire la voglia di fare e di investire dei cittadini. E Viterbo non può proprio permetterselo.
Uno dei cartelli esposti


















