Ancora decadenza Moltoni: a Roma il Tribunale analizza l'azione popolare
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L’azione popolare è stata avviata dalla Prefettura nei mesi scorsi dopo che il Consiglio tentennava e non discuteva della pratica. Le polemiche non si sono mai placate, nemmeno dopo il voto negativo dei colleghi di Moltoni.

In settimana il Tribunale di Roma analizzerà il caso Moltoni. I pensieri per il consigliere comunale del GAL non sono finiti con l’archiviazione in Consiglio della pratica della decadenza lo scorso dicembre. In piedi c’è infatti ancora l’azione popolare iniziata dalla Prefettura di Viterbo. Una azione che ha l’obiettivo di rimuovere Francesco Moltoni dal suo posto nell’assemblea cittadina a causa della vicenda Cev e del mancato risarcimento di 80mila euro. Una vicenda complessa sulla quale il Consiglio ha deciso di soprassedere anche perché al momento non esiste una cartella esattoriale che il consigliere possa saldare per regolare la propria posizione. Una delle tante stranezze di un percorso che vede coinvolti tanti attori e nella quale Moltoni sembra essere più vittima che carnefice.

L’azione popolare è stata avviata dalla Prefettura nei mesi scorsi dopo che il Consiglio tentennava e non discuteva della pratica. Le polemiche non si sono mai placate, nemmeno dopo il voto negativo dei colleghi di Moltoni. Lo stesso consigliere infatti ha rivolto delle domande piccanti alle quali la maggioranza non ha risposto. Si tratta di un’altra pratica di decadenza, quella che dovrebbe essere avviata nei confronti degli assenteisti e abbozzata in Consiglio alcuni mesi fa e poi dimenticata nei cassetti.

Nel fine settimana è attesa l’udienza presso la sezione civile del Tribunale di Roma. Tra le possibilità anche quella di un giudizio immediato.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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