Ancora bollino rosso per il Viterbese fino a giovedì


VITERBO - Con ogni probabilità il termometro andrà a scendere nella giornata di sabato, per effetto di un fronte di piogge atteso al Nord della Penisola.
VITERBO – Il caldo record che sta interessando l’Italia in questi giorni non fa sconti al Viterbese. Fino a giovedì rimane la situazione da bollino rosso. Questo giovedì 20 luglio nel capoluogo della Tuscia sono attese temperature elevate: 26 gradi al mattino alle 8, che diventeranno di 35 gradi alle 14. La massima attesa è di 37 gradi. Situazione “più fresca” nella giornata di venerdì. Alle 8 sono attesi 26 gradi, che saliranno a 34 alle 14, con picco atteso di 36 gradi.
Con ogni probabilità il termometro andrà a scendere nella giornata di sabato, per effetto di un fronte di piogge atteso al Nord della Penisola.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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