Anche Viterbo partecipa al digiuno social per Gaza

Niente immagini di cibo sui social: la città aderisce alla mobilitazione internazionale contro l’uso della fame come arma di guerra a Gaza.
VITERBO – Anche Viterbo si unisce alla protesta silenziosa che sta attraversando i social in tutto il mondo: niente foto di piatti, ricette o brindisi per denunciare l’uso della fame come arma di guerra contro la popolazione civile di Gaza.
L’iniziativa, partita a livello internazionale, coinvolge chef, food blogger e associazioni impegnate da anni nella difesa del diritto universale a un cibo “buono, pulito e giusto”.
Sui social, al posto dei soliti scatti gastronomici, oggi compaiono immagini vuote, fondi neri e l’hashtag della protesta, che si sta rapidamente diffondendo anche tra gli utenti viterbesi. Un silenzio visivo pensato per fare rumore.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















