Anche Vissani dà forza al M.I.O: "Noi siamo i gioielli dell'Italia" (video)
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ITALIA - Un accorato appello a sostegno dell'azione che sta portando avanti il Movimento Imprese Ospitalità arriva dal noto cuoco Gianfranco Vissani.

ITALIA – Un accorato appello a sostegno dell’azione che sta portando avanti il Movimento Imprese Ospitalità arriva dal noto cuoco Gianfranco Vissani.

“Dobbiamo andare con forza al nostro governo che ci deve ascoltare. Sono tre mesi che siamo chiusi, questo è il quarto mese. Dove li prendiamo i soldi? Noi siamo i gioielli d’Italia, siamo qualcosa di meraviglioso. Abbiamo chiuso ma non ci dobbiamo leccare le ferite. Ora dobbiamo fare un programma e andare dal governo e chiedere cose precise. Quello che noi vogliamo.

Questo è il più bel Paese del mondo. Noi siamo la cultura e la storia. Diamo un segno positivo alla nostra Italia, andiamo dal governo per chiedere come si fa per rilanciare la nostra ristorazione”. Le parole di Vissani.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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