Anche una sala cinema all'interno del nuovo Teatro Unione
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Durante la conferenza di presentazione di Immagini dal Sud del Mondo, l'assessore Delli Iaconi annuncia la novità sulla riapertura in primavera e parla delle condizioni del Genio

A Viterbo sta per aprire un nuovo cinema: il Teatro Unione. La riapertura del teatro cittadino, infatti, porta con sé una grande novità, annunciata questa mattina dall’assessore Antonio Delli Iaconi, durante la conferenza di presentazione della 22esima edizione di Immagini dal Sud del Mondo. “Abbiamo carenza di spazi – ha detto l’assessore – e spero che il Teatro possa aprire nella prossima primavera. Sarà utilizzabile anche come cinema con strumentazioni all’avanguardia e ospiterà una scuola di cinema”.

Secondo le idee dell’amministrazione comunale, infatti, il teatro Unione dovrebbe riaprire i battenti la prossima primavera, almeno stando agli accordi presi con la ditta che si occupa del terzo lotto dei lavori e che, dovrebbe realizzare anche la nuova parte: una struttura che possa ospitare con strumenti moderni il cinema e una scuola di cinema. Pena decadenza del finanziamento regionale di oltre 1 milione di euro.

Il teatro di unisce al cinema, quindi, per dare vita a una nuova struttura che a suo tempo sarà tutta da scoprire. Intanto con questa mossa sembra che il Comune voglia riportare almeno una sala di proiezioni in città, dopo la chiusura quasi contemporanea delle vecchie sale viterbesi, sostituite dal multisala in località Pallone, a Vitorchiano.

Rimanendo sull’argomento cinema, Delli Iaconi parla anche del Genio il cui recupero appare sempre più complesso. Il bando del Comune per il recupero della struttura è andato deserto, a quanto pare nessuno vuole metterci le mani. Ma Palazzo dei Priori non molla e continua a cercare qualcuno che voglia riportare la sala di proiezioni del centro storico in vita.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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