Anche Schenardi avrà gli occhi a mandorla?
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Imprenditori cinesi interessati a riaprire Schenardi? Potrebbe esserci bisogno di un'iniezione di imprenditoria orientale per recuperare un pezzo della storia di Viterbo?
Caffè Schenardi

Quale futuro per il Caffè Schenardi? Lo scorso ottobre le saracinesche dello storico locale, duecento anni di attività, sono state tirate giù. Decisione presa dal gruppo Segafredo, titolare dal 2008 della licenza commerciale. Quello appena trascorso è stato un Natale senza Caffè Schenardi, praticamente un luogo simbolo della vita cittadina viterbese. Da diversi giorni girano in città voci di un possibile intervento di imprenditori cinesi finalizzato alla riapertura.

Avremo quindi uno Schenardi dagli “occhi a mandorla”? Difficile al momento dare una risposta certa. L’indiscrezione di una gestione cinese trova conferma in alcuni ambienti, bene informati. Altra indiscrezione vede invece interessato a rilevare la gestione un imprenditore viterbese di successo già impegnato da tempo nel settore.

Se l’ipotesi di una gestione con gli “occhi a mandorla” trovasse conferma non sarebbe l’unico caso a Viterbo. C’è infatti già un precedente con il bar di via Garibaldi, struttura di notevole interesse rilevata appunto da imprenditori orientali già da diversi mesi. Di certo Schenardi è una realtà di tutt’altra rilevanza, considerando la storicità dell’attività e il ruolo di fulcro, anche per l’organizzazione di incontri e dibattiti, che ha nel tessuto sociale della città dei Papi.

Si tratta di un investimento ragguardevole, considerando gli alti costi di affitto locale e di gestione richiesti. Dati economici pesanti che hanno spinto la stessa Segafredo, che ha gestito direttamente l’attività da fine 2012 allo scorso ottobre, a fermare tutto.

La cosa che più preme è che in tempi rapidi si arrivi a un accordo per la riapertura della struttura di pregio, anche perché con il suo venir meno si è perso anche uno spazio importante per l’organizzazione di convegni e incontri culturali. Schenardi, in due secoli di storia, ha visto sedere ai suoi tavoli il regista e attore Orson Welles, che a Viterbo ha girato il film Otello, Alberto Sordi e Federico Fellini durante le riprese de I Vitelloni, gli scrittori Orio Vergani e Bonaventura Tecchi, Mussolini, il re Gustavo Adolfo di Svezia insieme alle principesse Margaretha e Cristina durante i lunghi soggiorni nella Tuscia, dedicati alle campagne di scavo archeologiche. Il 31 dicembre 1980 il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali è intervenuto con un decreto dove si dichiara il Gran Caffè Schenardi di particolare interesse storico e artistico, sottoponendolo a una particolare disciplina di tutela.

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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