Anche la tavola ha il suo stile - Consigli per una mise en place tra Medioevo e modernità
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Gli Stati Generali La Fune
Volenti o nolenti in questo periodo si fa presto a cadere nel pacchiano, soprattutto a tavola, così abbiamo ritenuto opportuno andare controcorrente, cercando di farci raccontare, da chi si è sempre contraddistinto per la sobrietà, cosa scegliere a tavola per l’oramai vicino dicembre 2017.

di Manuel Gabrielli

Volenti o nolenti in questo periodo si fa presto a cadere nel pacchiano, soprattutto a tavola, così abbiamo ritenuto opportuno andare controcorrente, cercando di farci raccontare, da chi si è sempre contraddistinto per la sobrietà, cosa scegliere a tavola per l’oramai vicino dicembre 2017.

Chi meglio di Emanuele Fioretti e Luigi Maria Buzzi, gestori de Il Richiastro uno dei ristoranti più apprezzati della città, distintosi negli anni per aver unito, con semplicità, antico e moderno: “Certi elementi sono irrinunciabili per creare l’atmosfera necessaria e anche noi siamo ricorsi ad un diffuso rimando al colore rosso e agli immancabili addobbi realizzati appositamente con rami di abete e vischio, piante tipiche di questo periodo e, nel caso dell’ultima, tradizionalmente di buon augurio. 

Abbiamo però deciso di caratterizzare la nostra tavola con un oggetto che rimandasse ad un passato medievale, al quale la nostra città è legata in maniera indissolubile. Per questo motivo è stata presente in tavola sia a Natale che a Capodanno la vera “forchetta” medievale. All’epoca, infatti, la forchetta come oggi la conosciamo non era molto utilizzata, così le famiglie più povere non potevano permettersi altro che non fosse uno “zeppetto” di legno appuntito con cui infilzare i pezzi di carne o cibo più grandi. Oltretutto tradizionalmente tutto ciò che è appuntito è considerato come un oggetto porta fortuna, pensiamo a chiodi e cornetti, un motivo in più per tenerla vicino tra la fine di un anno e l’inizio di un altro.

Nonostante le occasioni di Natale e Capodanno richiedessero un allestimento più fastoso non abbiamo voluto abbandonare totalmente la semplicità che da sempre caratterizza Il Richiastro e quindi abbiamo mantenuto le consuete tovagliette di carta paglia, inserendole però in un contesto più elegante. 

Il ricorrente motivo medievale è stato proposto anche nel menù di fine anno, con piatti realizzati utilizzando esclusivamente ingredienti in uso e presenti all’epoca. Quindi niente patate, niente pomodori e qualsiasi altro ingrediente che sia arrivato successivamente dalle Americhe, un’altra idea simpatica e facilmente realizzabile anche a casa.

Sempre per augurare un felice anno nuovo, soluzione che utilizzeremo sicuramente anche per la prossima occasione, abbiamo fatto in modo che ognuno dei nostri clienti avesse un cartoncino rosso su cui scrivere dei pensieri, ciò che avrebbe voluto lasciare nel 2016 e ciò che si sarebbe augurato per il 2017, per poi gettare queste parole nel fuoco. E dobbiamo dire che per qualcuno ha funzionato”.

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