Anche gli etruschi vanno a Expo. Ecco il progetto: Viterbo capofila
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Un progetto che coinvolge anche Orvieto, Chiusi, Grosseto e Cerveteri. Ne parla il vicesindaco del comune di Viterbo Luisa Ciambella e l’assessore al turismo di Tarquinia Sandro Celli.

Arriva Experience Etruria il progetto che porterà gli Etruschi all’Expo di Milano. Il vicesindaco del comune di Viterbo Luisa Ciambella ha raccontato questa mattina ai microfoni di Funamboli on-air il progetto che mette insieme 10 partner, tra comuni e soprintendenze. Viterbo è il capofila del progetto che vede partecipare anche altri quattro comuni della Tuscia, Bolsena, Tuscania, Tarquinia e Montalto di Castro, oltre a Chiusi, Cerveteri, Orvieto e Grosseto e le soprintendenze Archeologica del Lazio e quella dell’Etruria meridionale.

“Sarà realizzato un portate bilingua che racconterà gli etruschi – ha spiegato Luisa Ciambella – anche attraverso un film di animazione e un cortometraggio”. Ai turisti saranno suggeriti quattro itinerari per l’Etruria che passano per i vari comuni del protocollo. I video saranno a Expo nei padiglioni dei comuni che hanno aderito. “Solo in quello di Viterbo – ha aggiunto – è stimato il passaggio di 10.000 turisti al giorno”

“Con Experience Etruria – ha detto invece l’assessore al turismo di Tarquinia Sandro Celli – l’obiettivo è di valorizzare al massimo la nostra storia, la nostra cultura e le nostre produzioni di eccellenza, legate all’agroalimentare e al territorio”.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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