Anche El Mundo parla di Papa Alessandro IV. La stupidità di Palazzo dei Priori che non finanzia il ritrovamento della sepoltura
Alessandro IV
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La Fune vuole consigliare all'amministrazione comunale un percorso utile a generare un volano turistico. Per attivarlo è arrivata l'ora di credere e potenziare il progetto per il ritrovamento della tomba di papa Alessandro IV.

“Ritrovare la tomba di un papa è come ritrovare la tomba di un faraone”, e Viterbo che potrebbe avere questa possibilità non fa nulla. Anche uno dei principali giornali spagnoli El Mundo ha ritenuto interessante dare spazio e parlare del progetto di ricerca che il giovane archeologo Alberto Pichardo Gallardo sta portando avanti, senza un euro di finanziamenti, nella città dei papi.

L’idea è buona e potrebbe calamitare sul capoluogo della Tuscia un bel po’ di attenzione mediatica. Non siamo forse una città che punta a farsi conoscere nel mondo? Ecco, questa del papa è una roba molto efficace (come l’articolo di El Mundo e molti altri provano). Nonostante tutto, il progetto per il ritrovamento della tomba nascosta di questo pontefice del ‘200 sembra non interessare nessuno dentro al palazzo. E’ almeno dal 2010 che l’idea è su piazza eppure, tranne qualche volontario, nessuno ci ha investito.

L’amministrazione Michelini potrebbe invertire la tendenza, ma saprà cogliere l’occasione? Da quanto sappiamo fino a oggi non è stato mostrato interesse e non si è pensato a un sostegno vero a questa iniziativa. Il ritrovamento della sepoltura potrebbe, se opportunamente gestito, aprire in città una sorta di cantiere di studi archeologici. Questo significherebbe coinvolgimento di studenti Unitus e di ragazzi di altre università. Insomma gente in circolo a Viterbo, ritrovamenti archeologici (se i tombaroli e predoni vari che hanno saccheggiato nei decenni indisturbati il sottosuolo viterbese non hanno già portato via tutto, ma è molto improbabile) e pubblicità mediatica.

Il ritrovamento o comunque la campagna di studi, se opportunamente costruita, potrebbe aiutare anche a generare quell’attenzione turistica per Viterbo che ha bisogno di essere stimolata. E proprio i soldi che di anno in anno entreranno nelle tasche del Comune, grazie alla nuova tassa di soggiorno, potrebbero essere utilizzati per finanziare ricerche e scavi, volti a scoprire nuovi profili della città e richiamare turisti. Un sistema che in sostanza si autoalimenterebbe in maniera virtuosa. 

Certo per fare tutto questo c’è bisogno di superare tutta una serie di vizi tutti viterbesi. In primo luoghi gli invidi e le gelosie, in secondo luogo la tendenza a mantenere sempre tutte le cose come stanno. La città ha bisogno del coraggio delle idee, altrimenti la consegniamo a un destino di palude fetida.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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