Anche da Viterbo un abbraccio a Gaza, in centinaia riempiono di barchette piazza del Comune
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Sono stati molti anche gli interventi per chiedere ai comuni della provincia e alla città di Viterbo di riconoscere lo stato di Palestina.

VITERBO – Centinaia di persone domenica 7 settembre sono scese in piazza a Viterbo per sostenere la Global Sumud Flottilla e chiedere la fine del genocidio a Gaza. Una scritta composta da centinaia di barchette di carta con i colori della bandiera della Palestina hanno composto la frase “Free Gaza” sotto al Comune.

Moltissime le adesioni realtà associative, sindacali e partitiche del capoluogo per l’iniziativa Tuscia in Cammino per Gaza, la staffetta solidale che sta attraversando molti comuni della provincia. Nell’ambito del flash mob sono stati anche raccolti fondi a favore della flotta che sta viaggiando verso Gaza per rompere il silenzio dei governi sul genocidio.

In piazza anche Kahled un uomo arrivato da Gaza da pochi giorni con la sua famiglia e accolto a Viterbo, commosso ha dichiarato “sono evacuato da Gaza, nel genocidio ho perso due figli e la nostra casa è stata totalmente distrutta. Ringrazio la solidarietà e la vicinanza che la città di Viterbo ha espresso con questa iniziativa per la Palestina”.

Ciprina Contu presidente di Arci Viterbo ha dichiarato “la Global Sumud Flottilla è una mobilitazione civica senza precedenti. Israele ha definito la flottiglia una missione criminale ma criminale sarà un’azione contro la flottiglia perché in acque internazionali vale la legge dello stato di bandiera, se Israele attacca la Flottilla attacca l’Europa intera”.

In piazza anche Angelo Anselmi portavoce di Tuscia in cammino per Gaza: “la staffetta solidale sta avendo una grande partecipazione in tutta la provincia e culminerà con la fiaccolata del 12 settembre a Ronciglione alle ore 21. Invitiamo tutte e tutti i cittadini a partecipare in maniera attiva alla campagna Tuscia per Gaza”.

Sono stati molti anche gli interventi per chiedere ai comuni della provincia e alla città di Viterbo di riconoscere lo stato di Palestina, Mario di Marco portavoce del tavolo per la Pace: “il Comitato dei Cimini ha chiesto e ottenuto che diversi comuni del viterbese deliberassero per Gaza, come Tavolo per la pace abbiamo scritto a tutti i comuni e per il momento abbiamo ottenuto la promessa di una delibera da parte dell’amministrazione di Viterbo nei prossimi giorni. Invitiamo tutti a seguire con attenzione le evoluzioni in consiglio”.

“Quella per Gaza è e sarà una mobilitazione permanente e in questi giorni seguiremo la Global Sumud Flottilla e se perderemo il contatto con la flotta o la flotta verrà fermata bloccheremo tutto come chiedono i portuali di Genova del Calp e USB – spiegano da Arci Viterbo -“.

Le realtà aderenti all’iniziativa: Arci Viterbo, Arcigay Viterbo Peter Boom, Associazione Erinna, Associazione Kyanos, AUCS APS, Auser Viterbo, CGIL Civitavecchia Roma nord Viterbo, Comitato per l’Acqua pubblica NonCeLaBeviamo, Federazione PD Viterbo, Movimento Cinque Stelle Provinciale Viterbo, PARVA Casa delle donne di Viterbo, Casa Dei Diritti Sociali della Tuscia, Percorso – Sindacato Studentesco Unitus, Rifondazione Comunista Viterbo, Rete Studenti Medi di Viterbo, Sans Frontières, Sinistra Italiana – AVS, SPI CGIL Civitavecchia Roma nord Viterbo, Tavolo per la Pace Viterbo, Uila Lega Comunale di Viterbo, USB Unione Sindacale di Base, Slow Food Viterbo e Tuscia, Tuscia Pride, Giovani Democratici Viterbo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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