Anche a Viterbo vie, piazze e locali intitolate a donne. Presto un concorso
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Vie, piazze e locali di Viterbo intitolati a donne di questo territorio che hanno mostrato una qualche eccellenza. Presto il Comune aprirà un concorso per le scuole, volto a raccogliere idee.

Toponomastica in rosa anche nel capoluogo della Tuscia. Presto un concorso d’idee per individuare personalità viterbesi al femminile a cui intitolare vie, piazze e locali. Lo ha annunciato la consigliere alle Pari Opportunità Daniela Bizzarri nel corso di Sbottonati, trasmissione in onda su Radio Verde. Presto il Comune aprirà un concorso per le scuole, chiedendo ai ragazzi di individuare e documentare donne viterbesi che hanno saputo risaltare per una qualche eccellenza.

I migliori elaborati verranno premiati a Viterbo e inviati a un forum nazionale, che si tiene ogni anno, proprio sul tema. Ed è proprio all’ultimo forum, svolto a Torino agli inizi di ottobre, che il consigliere Bizzarri ha fatto propria l’idea di vie, piazze e locali intitolate a donne. “Volendo fare un esempio su quanto questa iniziativa delle vie in rosa sia importante – ha dichiarato la Bizzarri – basta pensare che a Torino ben 1552 donne hanno combattuto nelle Resistenza. 10 vie della città sono state intitolate a partigiani uomini e zero sono le vie in rosa”.

 Proprio con l’intenzione di stabilire anche su questo fronte una pari opportunità anche Viterbo avrà le sue vie, piazze e locali intitolati a delle donne.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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