
Prove tecniche di Moderati e Riformisti anche al Comune di Viterbo? Ufficialmente non è così ma a ben guardare la situazione sembra essere chiara. Ieri pomeriggio si sono dati appuntamento per affrontare lo scottante tema del bilancio e del futuro dell’amministrazione Michelini i civici, senza Francesco Moltoni e Sergio Insogna, e parte dei popolari del Partito Democratico.
Con loro, per spiegare il bilancio, anche l’assessore “fioroniano” Luisa Ciambella. La notizia dell’incontro è apparsa in questi giorni sul Corriere di Viterbo. E di fatto l’appuntamento si è svolto. Sul piano politico quanto sta accadendo è indicativo. I “moderati” si stanno ritagliando uno spazio dove costruire la figura degli innovatori della macchina micheliniana.
Tutto, a una lettura attenta, ricalca di fatto lo schema emerso con le elezioni provinciali. A Palazzo dei Priori la maggioranza è composta da due tronconi: i “serra-panunziani”, a cui si possono aggiungere Insogna e Moltoni, e i “fioroniani”. Questi ultimi sono composti dai civici e dal pezzo del Pd collegato all’ex ministro.
I numeri dicono che il primo gruppo conta 7 consiglieri Pd e due civici. L’altro è composto da 12 consiglieri (5 Pd, più Treta, più Moricoli, più i due di Viva Viterbo, più i tre rimasti dentro Oltre le mura). Su questo scenario emergono due cose chiare: il naufragio e la fine del progetto politico di Oltre le mura, la lista del sindaco, e la spaccatura del Pd. Che ormai non è più una tradizionale divisione dentro al partito ma qualcosa di altro.
All’incontro coordinato da Maurizio Tofani si sono presentati, per i democrat, Daniela Bizzarri, Martina Minchella e Christian Scorsi. Dei popolari mancavano Aldo Fabbrini e Augusta Boco. La domanda che i più attenti osservatori della politica locale si fanno è: ma esiste ancora un Pd al Comune di Viterbo o sta nascendo anche nel capoluogo, così come accaduto a Tarquinia, il movimento dei Moderati e Riformisti?
I più analitici dicono che nella sostanza questo partito esiste, e la riunione di ieri ne è un’esplicitazione, ma nella forma no. O perlomeno ancora no. Anche perché qualora si manifestasse nella forma difficilmente l’amministrazione Michelini riuscirebbe a reggere l’urto. Infatti i “moderati” contano 12 consiglieri, troppo pochi per reggere la maggioranza.
In realtà, anche questo è ragionamento gettonato, la sensazione è che del Comune di Viterbo di oggi non importi più a nessuno e che sia in corso l’attuazione di una precisa strategia politica. Strategia che guarda oltre e punta alle politiche, ma anche alle regionali. Insomma l’amministrazione Michelini, così come si è presentata alla città nel 2013, è roba del passato.
A questo punto c’è da capire cosa accadrà dentro al Pd, se la parte che non partecipa alle riunioni centriste accetterà di tenere ancora in piedi il gioco o meno. “Homo faber fortunae suae”, diceva Leon Battista Alberti. Tradotto: “l’uomo fa la sua fortuna”.


















