“Anche a Mammagialla si produrranno mascherine, ma non bastano per tutti…”
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VITERBO - La sartoria del carcere di Viterbo riconvertita per cucire i dispositivi insieme a quelle di Rebibbia femminile, Vasto e Sulmona.

VITERBO – Con molto piacere apprendiamo dalla pagina facebook del dipartimento amministrazione penitenziaria che da oggi parte la produzione di mascherine in tessuto non tessuto negli istituti, anche, nel provveditorato regionale amministrazione penitenziaria del Lazio-Abruzzo-Molise e specificatamente nelle sartorie Viterbo, Rebibbia femminile oltre che di Vasto e Sulmona, che al loro interno hanno un laboratorio sartoriale riconvertito per la fabbricazione di questi dispositivi, previsto dall’ultimo decreto legge, previo invio di un’autocertificazione all’istituto superiore di sanità.

Ma purtroppo dobbiamo segnalare come in vari sedi tali mascherine chirurgiche, arrivate in questi giorni, non bastano per tutti, non sono consegnate agli altri operatori che comunque in carcere ci lavorano, e tantomeno mai arrivate negli uffici locali di esecuzione penale esterna della regione.

Mascherine che scarseggiano anche nell’istituto minorile di Roma – Ipm Casal del Marmo – dove però è stata attivata una tensostruttura per pre-triage e sorveglianza generale.

Massimo Costantino
Segretario generale aggiunto Cisl Fns

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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