Ance: "Le aziende devono essere protagoniste del cambiamento"
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Stamattina si è parlato di energie rinnovabili, innovazione dei processi e della ripresa economica dell'imprenditoria viterbese

“Le nuove frontiere dell’edilizia: sostenibilità, innovazione, efficienza e risparmio energetico. Come è cambiato e come cambierà il mondo delle costruzioni”, questo il tema affrontato questa mattina al convegno dell’Ance di Viterbo. Un appuntamento per analizzare la situazione odierna sulle nuove politiche dell’energia sostenibile e il futuro dell’imprenditoria della Tuscia. Sul palco dei relatori tanti imprenditori, ma anche ricercatori universitari e tecnici specializzati, che hanno presentato a una folta platea lo stato delle ricerche.

Il seminario nasce dall’incontro di Ance con Enea, con lo scopo di fare un passo avanti sulla questione energie rinnovabile e per fare luce sulle modalità del cambiamento. “In un momento di forte crisi, la formazione può rappresentare il cambiamento necessario al miglioramento” ha commentato Andrea Belli, presidente Ance Viterbo. Lo scopo dell’associazione, infatti, è quello di creare una “cultura dell’efficienza energetica” attraverso la collaborazione con l’Università della Tuscia.

Anche il rettore Unitus Alessandro Ruggeri concorda con Belli. “Oggi non basta quell’imprenditorialità italiana fatta di creatività e fantasia, serve innovazione. Le risorse sono sempre inferiori, quindi dobbiamo abituarci all’idea della sinergia, con un alto livello qualitativo al seguito. L’università della Tuscia è pronta alla sfida”.

Anche gli altri ospiti della manifestazione come il presidente Ance regionale, Stefano Petrucci, e il consigliere della Pisana, Enrico Panunzi, hanno concordato sulla necessità di innovazione, soprattutto sul versante energetico. Domenico Merlani, della Camera di Commercio, è convinto che potrebbe essere anche il vettore per far ripartire l’edilizia della provincia: “I segnali ci sono”.

Durante il convegno, poi, non è mancato un accenno al concorso di idee di Ance e Comune di Viterbo per la riqualificazione di sette piazze cittadine. “Un forte segno d’attenzione verso il centro storico, da troppo bistratto e maltenuto – dice Andrea Belli -, ritengo che lo sviluppo passi anche attraverso quello che ci è stato lasciato di chi è venuto prima di noi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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