Ampliamento Monterazzano, Rocca: "Mi auguro che amministratori della Tuscia siano più seri di Romoli"
Rocca
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VITERBO - Una sorta di vaso di pandora politico scoperchiato nel centro di Viterbo e che ha generato un vespaio di reazioni, che trovano terreno fertile nella situazione di alta tensione che si respira proprio in Regione.

VITERBO – “Sulla discarica di Monterazzano mi auguro che gli amministratori locali siano più seri del presidente della Provincia Alessandro Romoli”. Questa la frase, pronunciata dal comizio di piazza del Gesù di venerdì scorso, dove i cuori di Fratelli d’Italia si sono riuniti per tirare la volata ad Antonella Sberna, dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

Una sorta di vaso di pandora politico scoperchiato nel centro di Viterbo e che ha generato un vespaio di reazioni, che trovano terreno fertile nella situazione di alta tensione che si respira proprio in Regione all’interno della maggioranza che sostiene Rocca. 

Rocca ha deciso di intervenire in gamba tesa sul presidente della Provincia di Viterbo che ha annunciato di volere ricorrere al Tar contro l’ampliamento della discarica di Monterazzano. Ma le parole pronunciate rischiano di creargli molti guai. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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