
Ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano, la questione arriva in consiglio comunale domani. In commissione la maggioranza di Leonardo Michelini ha espresso la linea del ritiro del project financing.
La delibera di consiglio sarà poi inviata ai giudici del tribunale amministrativo regionale, dove balla il contenzioso attivato dalla società Silve che, in epoca Marini, aveva proposto al Comune di Viterbo di realizzare l’ampliamento in cambio di una gestione ventennale dei servizi cimiteriali comunali. Una volta avuta la delibera di consiglio i giudizi si esprimeranno sul contenzioso il 25 maggio. La linea della maggioranza è parallelamente quella di far realizzare direttamente dal Comune i nuovi loculi, di cui c’è bisogno nella frazione.
L’ANTEFATTO
La questione è piuttosto complicata. Tutto ha inizio con la scelta dell’amministrazione Marini di andare a completare il cimitero di Grotte attraverso l’azione di privati. La ditta Silve – che gestisce e gestirà fino al 2017 i cimiteri di Viterbo città e frazioni, compresa anche la redditizia attività del forno crematorio – presenta un propria offerta: si dichiara disponibile a completare il cimitero grottano in cambio di una concessione del servizio di gestione dei cimiteri per 20 anni.
Quando subentra l’amministrazione Michelini quest’ultima ritiene opportuno revocare il project financing, valutando mutate le condizioni oggettive e ritenendo troppo vantaggioso quel project financing per il privato. Tutto sulla valutazione che il forno crematorio viterbese è uno dei pochi nel Lazio e la pratica è sempre più richiesta. In sostanza c’è un boom nel settore delle cremazioni. L’amministrazione procede alla revoca attraverso una delibera di giunta.
La Silve presenta ricorso al Tar chiedendo o l’annullamento della revoca o un risarcimento. I giudici, durante l’ultima udienza dei primi d’aprile, hanno richiesto al Comune di Viterbo di presentare la delibera di consiglio approvata, prima di prendere una decisione. Ma una delibera di consiglio non c’è e quindi giovedì si procederà a concretizzarla.
Ora occorre vedere cosa deciderà il tribunale amministrativo regionale e quanto impiegherà il Comune per realizzare l’ampliamento.


















