
I destini possibili sono lì, davanti a noi. Distano una settimana o poco più e tra poco riusciremo a vederli in maniera nitida. Questa che stiamo per attraversare è la settimana delle possibilità per l’amministrazione comunale guidata da Leonardo Michelini.
Se ci sono margini per un intervento a cuore aperto, capace di far proseguire la vita di questa esperienza di governo cittadino, dovranno essere tentate tutte le strade possibili in settimana. Domenica infatti è il 14 febbraio e giovedì 18 o c’è la soluzione o quello è il tempo limite per andare dal notaio e chiudere la porta di Palazzo dei Priori al sindaco e a ciò che, nel bene e nel male, ha rappresentato in questi due anni e mezzo.
Michelini sta annunciando da giorni che intende incontrare i sette. Sempre in settimana, venerdì, anche se l’arrivo dei vertici romani potrebbe slittare ulteriormente, è in agenda la direzione provinciale, allargata al comunale, del Pd alla presenza di Lorenzo Guerini e Fabio Melilli. Insomma il cerchio si restringere e il dente, o per un verso o per l’altro, verrà tolto.
Sembra sfumare la possibilità “dell’accordicchio” tra le anime del Pd per far capitolare l’amministrazione solo dopo aver valicato il Rubicone dei tempi che permetterebbero le votazioni a giugno. Le ipotesi in pista al momento sono due: o si va avanti o si va al voto. Costi quel che costi.
L’ipotesi di un commissariamento di un anno e mezzo sulla città infatti non appassiona nessuno e spaventa parecchi. Soprattutto per gli effetti sulla città.


















