
VITERBO – Dalle 20 alle 20 e quindici minuti. Questo il tempo bastato per scrivere la parola fine sull’amministrazione Arena. Operazione politica totalizzata davanti al notaio Fabrizio Fortini, all’interno di un palazzo che affaccia su via Garbini.
Sui fogli la firma di diciannove consiglieri comunali, numero che sancisce la caduta. Ne sarebbero bastate 17. A salutare Giovanni Arena tutti i consiglieri della Lega tranne Paola Bugiotti, tutti i consiglieri di Fratelli d’Italia, quelli di Viterbo2020, Luisa Ciambella del Partito Democratico e Gianmaria Santucci di Fondazione.
A innescare il terremoto la partita delle elezioni provinciali. Il posizionamento di Forza Italia, che in alleanza con il Partito Democratico ha fatto vincere e reso presidente di Palazzo Gentili Alessandro Romoli, ha “mandato in bestia” – sotto Natale può capitare anche nelle migliori famiglie – Fratelli d’Italia e Lega. Quindi la reazione, squisitamente in politichese, su Palazzo dei Priori.
Anche se, a onore del vero, l’amministrazione Arena era giudicata dagli stessi attori come decotta da tempo. Infinite le fibrillazioni, impantanati diversi settori. Alla fine i fatti della Provincia hanno solo servito l’occasione d’oro. Arena poi, nelle ultime ore, ci ha messo del suo licenziando la giunta. Operazione che ha cercato di ricucire intorno alle 17 di oggi riassegnando le deleghe, in pochi in realtà avrebbero accettato.
Il pretesto utilizzato la necessità di approvare delle delibere urgenti, tra cui il piano neve. Domattina, venerdì 24 dicembre, le firme dei diciannove saranno consegnate al segretario generale.
Quella sarà la ratifica della fine, con il prefetto Giovanni Bruno chiamato a inviare il commissario che dovrà traghettare il Comune di Viterbo fino alle prossime votazioni di primavera.


















