
ROMA – I climatologi e il mondo scientifico italiano consegnano nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un appello con cui si chiede che i temi ambientali entrino in maniera importante nell’agenda politica italiana.
A guidare la delegazione che oggi ha avuto un confronto con Mattarella il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi. All’interno della delegazione anche il viterbese Riccardo Valentini, professore Unitus ed eccellenza internazionale. Proprio Valentini ha consegnato nelle mani del Presidente l’appello, che ha avuto il riscontro di circa 250mila italiani.
Giorgio Parisi ha speso parole importanti sul tema dell’ambiente e su quanto si sta facendo in Italia riportate da AdnKronos. Se il Superbuns 110% non ha dato i risultati attesi in termini di efficienza energetica, secondo il fisico è perché “la misura è stata affidata troppo al mercato” mentre “la mano pubblica poteva fare e può fare molto di più a supporto dei condomìni”, per rendere gli edifici meno energivori, per la produzione di energia solare e rinnovabile”. “Per un motivo e per un altro – sottolinea – si è fatto davvero poco, vedo poche persone che hanno installato il solare sui tetti delle case. E per tutta una serie di questioni, il Superbonus 110% è incappato in problemi diventando una misura meno efficace di quello che si auspicava”. Per Parisi, nel caso del Superbonus 110% “l’errore di base è stato affidarsi alla ‘mano invisibile’ del mercato sperando che bastasse concedere facilitazioni fiscali ed economiche e che poi il mercato aggiustasse automaticamente tutto. Ma il mercato reagisce spesso alle norme in maniera diversa da quello che ci aspettiamo”.
Il Nobel avanza quindi due suggerimenti per alzare il livello di efficienza nel consumo e nella produzione di energia. “Il primo consiglio che mi sento di dare – afferma Parisi – è che i Comuni mettano su imprese capaci di efficientare le abitazioni, in questo modo i condomìni per realizzare gli interventi potrebbero rivolgersi al Comune – e a questo sistema di aziende – senza doversi così perdere nelle questioni burocratiche, o impazzire per la cessione del credito, per i contatti con le banche o per recuperare i debiti”. Il secondo suggerimento del Nobel per la Fisica è che colossi “quasi pubblici come Eni o Enel affittino terreni agricoli su cui installare fotovoltaico con tempi di 20-30 anni almeno e per produrre energia rinnovabile”. “Ci sono tantissimi capannoni industriali ma – osserva ancora Parisi – le singole ditte proprietarie dei terreni o degli immobili spesso non hanno soldi o capacità per installare il solare. Se invece potessero affittare i loro tetti all’Enel, ad esempio, il risultato arriverebbe: sarebbe facilissimo produrre energia pulita”. Insomma per Parisi la ‘mano pubblica’, le ‘grandi aziende’ potrebbero intervenire in questa direzione, in maniera capillare, senza dover aspettare che i privati inventino tutto ‘ex novo’ e da soli per produrre energia pulita”.
Il Nobel, infine, guarda a come si porrà il nuovo Governo a guida Meloni rispetto ai temi legati ai cambiamenti climatici. E, all’indomani del responso delle urne, il fisico ritiene “tutt’ora difficile prevedere la piega che l’Italia prenderà adesso sui temi” legati ai cambiamenti climatici. Ma, aggiunge, “tutti i partiti, in campagna elettorale, si sono impegnati a istituire una Consulta scientifica sul clima” che possa dare supporto alle decisioni politiche e dell’esecutivo, “vediamo ora se sono state solo promesse elettorali o se questa Consulta sarà davvero istituita e, soprattutto, ascoltata”. E riguardo la possibilità che possa lui stesso essere chiamato a guidare la Consulta, Parisi si schernisce: “Non sono particolarmente competente, capisco le tematiche ma non sono uno specialista del settore”. Eppure Parisi è figura ‘ascoltata’ e certamente ‘trainante’. “Speriamo….” sussurra.


















