Ambiente, l'imbarazzante situazione del capoluogo dove non c'è né un assessore né un consigliere delegato
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VITERBO - La responsabilità di questo è in seno al sindaco Giovanni Arena che non ha inteso individuare un assessorato per gestire il tema ambientale. C'era una volta il delegato Giulio Marini, poi dimessosi. 

VITERBO – Un capoluogo senza un assessorato all’Ambiente e neanche uno straccio di consigliere delegato. Il tutto nell’anno in cui è nato anche un Ministero della Transizione Ecologica e in un tempo, quello della pandemia da Covid-19, dove il tema ambientale è diventato centrale e priorità nelle agende dei governanti del mondo. 

Questa è Viterbo nell’anno di grazia 2021. Testimonianza vivente di un ritardo cronico di visione e di mancanza di consapevolezza. La responsabilità di questo è in seno al sindaco Giovanni Arena che non ha inteso individuare un assessorato per gestire il tema ambientale. C’era una volta il delegato Giulio Marini, poi dimessosi. 

La delega all’Ambiente quindi è nelle mani del primo cittadino ed è complicato gestire così una tematica complessa e divenuta strategica. Anche perché una forte concentrazione in questo settore potrebbe tradursi, lavorando bene, in forti risparmi per la comunità e quindi in una possibilità di alleggerimento della tassazione. Soprattutto se si gestiscono bene la partita dei rifiuti e le varie declinazioni possibili dell’efficientamento energetico.

Servirebbe una squadra al lavoro su tutto questo, quindi il personale di un assessorato. Ma niente, a Viterbo ci si affida alla taumaturgia del primo cittadino. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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