
VITERBO – Un capoluogo senza un assessorato all’Ambiente e neanche uno straccio di consigliere delegato. Il tutto nell’anno in cui è nato anche un Ministero della Transizione Ecologica e in un tempo, quello della pandemia da Covid-19, dove il tema ambientale è diventato centrale e priorità nelle agende dei governanti del mondo.
Questa è Viterbo nell’anno di grazia 2021. Testimonianza vivente di un ritardo cronico di visione e di mancanza di consapevolezza. La responsabilità di questo è in seno al sindaco Giovanni Arena che non ha inteso individuare un assessorato per gestire il tema ambientale. C’era una volta il delegato Giulio Marini, poi dimessosi.
La delega all’Ambiente quindi è nelle mani del primo cittadino ed è complicato gestire così una tematica complessa e divenuta strategica. Anche perché una forte concentrazione in questo settore potrebbe tradursi, lavorando bene, in forti risparmi per la comunità e quindi in una possibilità di alleggerimento della tassazione. Soprattutto se si gestiscono bene la partita dei rifiuti e le varie declinazioni possibili dell’efficientamento energetico.
Servirebbe una squadra al lavoro su tutto questo, quindi il personale di un assessorato. Ma niente, a Viterbo ci si affida alla taumaturgia del primo cittadino.


















