Alta Velocità, Melaragni (Cna): "Tassello fondamentale per guardare con più ottimismo allo sviluppo"
Luigia Melaragni
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VITERBO - “La tratta Orte-Milano in quattro ore - dice Melaragni - rappresenta una svolta, è un tassello del piano di interventi infrastrutturali, primo fra tutti il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, che consentono al nostro territorio di aprirsi e di guardare allo sviluppo con maggiore ottimismo”.

VITERBO – “Un risultato straordinario inseguito da anni, per il quale esprimiamo grande soddisfazione: da oggi, grazie a un lavoro di squadra che ha impegnato le istituzioni a tutti i livelli, siamo un po’ meno isolati”. Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, commenta così la notizia che l’alta velocità farà tappa anche a Orte.

L’Associazione ha sempre creduto in questa opportunità: già nel 2018 Melaragni aveva preso parte al consiglio comunale straordinario sul tema, tenutosi in una sala della stazione ferroviaria di Orte. E oggi Luigi Corradi, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, insieme a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, hanno presentato la nuova fermata.

“La tratta Orte-Milano in quattro ore – dice Melaragni – rappresenta una svolta, è un tassello del piano di interventi infrastrutturali, primo fra tutti il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, che consentono al nostro territorio di aprirsi e di guardare allo sviluppo con maggiore ottimismo”.

“È un passo in avanti fondamentale non solo per migliorare il collegamento della Tuscia con il resto del Paese, ma anche sul fronte del turismo, perché l’afflusso verso il nostro territorio sarà più facile. Non ultima naturalmente – conclude Melaragni – la possibilità che si apre alle
imprese di espandere il proprio mercato di riferimento”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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