
La lingua dei segni italiana (Lis) sbarca all’Università della Tuscia e lo fa nell’ambito del corso di laurea di Lingue. Lunedì 24 febbraio 2014 la studentessa Mariasole Portale discuterà la prima tesi di laurea dell’Unitus sulla Lingua dei segni italiana e per prima volta sarà predisposto un servizio d’interpretariato per le persone sorde.
L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui la lingua dei segni non è stata ancora riconosciuta come lingua ufficiale. Eppure il nostro Paese ha ratificato nel 2009 la convenzione dell’ONU del 2006 sui diritti delle persone disabili, che tutela le lingue dei segni e ne promuove il loro uso a tutti i livelli. Nel nostro paese esistono dunque decine di migliaia di persone, i sordi, private di uno dei diritti più elementari: il diritto di parlare la propria lingua.
Si tratta di una vera e propria minoranza linguistica, dotata di una propria lingua e di una propria cultura, che nessuna legge tutela e che trova ancora moltissime barriere nella società italiana.


















