All'Unione torna il grande teatro per ragazzi con Hansel e Gretel
Gretel
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Sabato primo novembre alle ore 18 il primo appuntamento della rassegna promossa dal Comune di Viterbo insieme ad ATCL – Circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio.

VITERBO – Si apre con Hansel e Gretel la stagione del Teatro Ragazzi 2025-2026 all’Unione di Viterbo. Sabato primo novembre alle ore 18 il primo appuntamento della rassegna promossa dal Comune di Viterbo insieme ad ATCL – Circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio.

Lo spettacolo, di Andrea Calabretta, per la regia di Orazio Maccheronico, sarà portato in scena dalla compagnia Teatro Verde di Roma e vedrà sul palco Valerio Bucci, Andrea Calabretta e Veronica Olmi; scenografia, burattini e costumi di Emanuele Luzzati. Tempi duri per Hansel e Gretel. La storia è nota: due bambini vengono abbandonati da una matrigna cattiva e un papà troppo remissivo. Si ritrovano così da soli ad affrontare un nemico più forte di loro: i pericoli del bosco nero. Da soli?

Ma nel bosco, come nella vita, si può incontrare un po’ di tutto: uno scoiattolo vanesio, un orso volenteroso ma distratto, un lupo dall’aspetto
tremendo che si aggira di notte, una dolce vecchina che vive in una splendida casa fatta di dolci. Ma l’apparenza inganna. E quando la speranza sta per svanire ecco che l’aiuto arriva da chi meno te l’aspetti. Attenzione, però: sarà soprattutto il pubblico dei bambini che dovrà aiutare i due fratellini a togliersi dai guai. Musiche originali di Marco Schiavoni, audio e luci di Enrico Biciocchi, scenografia, burattini e costumi Emanuele Luzzati, realizzazione Alessandra Ricci, Cinzia Franchi.

La biglietteria del Teatro è aperta dal martedì al sabato con orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00. Aperto anche di domenica, con gli stessi orari, solo in caso di spettacoli o altre attività. Chiuso il lunedì.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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