Alloggi comunali Micci (Lega): "Chiederemo numero di anni di residenza e controlli sulle proprietà degli stranieri all'estero"
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VITERBO - Micci (Lega): "Chiederemo numero di anni di residenza e controlli sulle proprietà degli stranieri all'estero".

VITERBO – Micci (Lega): “Chiederemo numero di anni di residenza e controlli sulle proprietà degli stranieri all’estero”.

“In un rapido scambio di battute tra l’assessore Antonella Sberna (FI) e il consigliere di opposizione Giacomo Barelli (Viva Viterbo) nell’ultimo consiglio comunale è sembrata concludersi una vicenda che, invece, mi preme sottolineare, dovrà necessariamente essere oggetto di approfondito dibattito per l’approvazione del relativo regolamento in commissione e in consiglio comunale, sedi deputate ad argomenti di questo tipo e di questo interesse per la cittadinanza – così il consigliere Andrea Micci -.

“Mi riferisco – continua il leghista – ai requisiti che la Lega vuole introdurre nell’assegnazione degli alloggi comunali. Barelli ha annunciato di voler alzare le barricate. Un’ottima idea: così da lassù avrà finalmente una visuale più ampia su quello di cui si sta parlando. Per l’ottenimento degli alloggi comunali, infatti, si deve presentare un’autocertificazione con cui si dichiara di non essere proprietari di altre abitazioni.

Mentre per gli italiani, però, il controllo di quanto dichiarato passa anche attraverso il catasto, per gli stranieri è praticamente impossibile verificare che non abbiano delle proprietà nel loro Paese di origine. La nostra proposta, oltre al requisito della residenza da un certo numero di anni nel Comune, sarà quella di prevedere che lo straniero presenti, non l’autocertificazione, ma un documento legalizzato dall’ambasciata o dal consolato del Paese di appartenenza che dimostri l’inesistenza di altre abitazioni.

Barelli la chiama discriminazione. Per noi è semplicemente una scelta di buonsenso, tant’è che l’hanno fatta già diversi Comuni: da Cascina a Lucca, a Massa Carrara. Le modifiche che apporteremo, elimineranno il rischio che chi possiede una casa nel proprio Paese di origine, possa non dichiararla e usufruire degli alloggi destinati all’emergenza abitativa nella nostra città, magari scalando pure le graduatorie e passando avanti a chi una casa proprio non ce l’ha.
I requisiti che chiederemo per l’assegnazione degli alloggi comunali saranno tesi a stabilire una parità di trattamento per tutti, e proprio per questo, vogliamo evitare che per gli ultimi arrivati si aprano corridoi per scavalcare chi sta qui da anni. Con il nuovo regolamento puntiamo molto anche a migliorare i controlli, assicurando una casa a chi ne ha effettivamente bisogno.

Questo è un atto di giustizia e di trasparenza, a cui, mi rendo conto, è difficile controbattere se non tirando in ballo le solite fantomatiche lotte allo straniero, attaccando nuovamente il ritornello stanco del razzismo, il salvagente demagogico delle sinistre che, oltre le idee, sembrano aver perso anche la fantasia, oramai lontane anni luce dai bisogni e dai problemi della vita reale. Ho ascoltato in consiglio comunale l’assessore Sberna dire che gli alloggi andranno a chi ne ha diritto. Ed è proprio così: il diritto che stabilisce la norma, che nel caso degli alloggi del Comune è il regolamento deliberato, nel rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio comunale. In questa sede aspettiamo impazienti di conoscere gli argomenti di chi si opporrà a quella che mi pare onestamente una scelta di assoluto buonsenso”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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