Allegrini:“Soprintendenza, la sede più idonea è la ex caserma Giulioli”
Laura Allegrini
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VITERBO - Secondo l'assessore Laura Allegrini la struttura di piazza della Rocca sarebbe la migliore scelta.

VITERBO – Segue l’intervento dell’ Assessore Laura Allegrini

La conservazione e la tutela del paesaggio e dei monumenti sarà sempre più importante per una economia locale che voglia nutrirsi di cultura e turismo.

Se il nostro territorio ha una chance in tal senso è proprio perché molti luoghi e monumenti sono ancora incontaminati e da valorizzare.

Con l’attuale Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio abbiamo intrapreso una collaborazione fattiva che ha garantito a Viterbo e al viterbese, presenza, attenzione e maggiore tutela. Anche quando si è discusso del famoso “vincolo” la gran parte delle osservazioni presentate dal comune sono state accolte.

Siamo felici che la nuova Soprintendenza avrà sede a Viterbo, nell’ottica della più stretta collaborazione e non certo in quella del condizionamento. Inoltre, un nuovo ufficio nel centro storico non potrà che portare beneficio alla città. Apprendiamo dei problemi logistici e sindacali che lo spostamento sta producendo e anche della importanza di garantire comunque il rapido accesso agli archivi storici che hanno sede a Roma e la continuità e velocità delle procedure che non possono essere interrotte. Questo trasferimento richiederà del tempo per cui è auspicabile per ora un ufficio distaccato.

Dissento dalla individuazione di palazzo Calabresi come sede, anche perché il comune di Viterbo, nell’ottica della musealizzazione di palazzo dei Priori, ha da tempo avanzato la richiesta di venirne in possesso. A parer mio, la sede più idonea sarebbe la ex caserma Giulioli, di proprietà del demanio militare e attualmente in dismissione.

Questo garantirebbe gli spazi necessari, la vicinanza al museo nazionale dell’Albornoz e rivitalizzerebbe e riqualificherebbe il quadrante cittadino, anche in vista in un eventuale project financing per un parcheggio interrato a piazza della Rocca.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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