Allegrini: "No alle cassette della posta in esterno per i palazzi del centro storico"
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VITERBO - “No all’impatto delle cassette della posta all’esterno dei palazzi del centro storico”. Lo afferma decisa l’assessore al Centro Storico Laura Allegrini,

VITERBO – “No all’impatto delle cassette della posta all’esterno dei palazzi del centro storico”. Lo afferma decisa l’assessore al Centro Storico Laura Allegrini, che aggiunge: “Da quanto si apprende dagli avvisi lasciati dai postini e dall’articolo pubblicato quest’oggi sul Corriere di Viterbo, si capisce chiaramente che Poste Italiane non consegnerà più la posta nelle abitazioni con cassette all’interno degli androni, per le quali è necessario suonare il campanello e farsi aprire il portone.

Ne prendiamo atto, seppur con un po’ di incredulità. Un fulmine a ciel sereno, dal momento che al Comune non risulta essere pervenuta alcuna comunicazione dall’azienda. Seppur il regolamento dell’ornato preveda già disposizioni generiche, con la collocazione massiccia delle nuove cassette delle lettere all’esterno, il Comune dovrà provvedere all’emanazione di nuove, urgenti e specifiche direttive per gli abitanti del centro storico di Viterbo e delle frazioni.

Comprendiamo e rispettiamo il decreto riguardante i privati e le condizioni generali per l’espletamento dei servizi postali. Buon senso avrebbe voluto, però, che per la questione dell’ornato Poste Italiane avesse concordato con il Comune tempistiche e modalità prima di procedere in pochissimi giorni all’ottemperanza dello stesso decreto, in vigore dal 2001, ma di fatto fino a oggi ignorato o comunque non applicato. Scriveremo a Poste Italiane per richiedere una moratoria che consenta ai privati, entro un periodo di tempo, di mettersi in regola con la normativa e, al tempo stesso, limitare l’impatto delle cassette sugli edifici del centro storico”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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