All'asta del fantacalcio mentre era in quarantena, positivo al Covid contagia venti amici
Coronavirus
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VITERBO - Sono casi come questo la rovina più grossa e anche la più grande vergogna del Paese.

VITERBO – La madre dei cretini è sempre incinta e così un residente nel Viterbese ha pensato bene di violare la quarantena, misura in cui si trova perché positivo al Covid-19 ma asintomatico, per andare a partecipare all’asta del fantacalcio. Risultato? Un cluster di venti infetti. 

Sono casi come questo la rovina più grossa e anche la più grande vergogna del Paese. Roba da rischiare il linciaggio da parte di quei padri di famiglia che a causa della crescita del numero dei contagi rischiano di perdere il lavoro. Non solo per le chiusure ma anche perché quando aperti le persone tendono a girare poco per via della paura che la nuova ondata di contagi fa ogni giorno di più.

Eppure esistono simili delinquenti che in queste ore hanno portato Viterbo ai disonori della cronaca nazionale. La Tuscia è infatti stata raccontata come terra dove la situazione sta andando fuori controllo (tutti sappiamo che quando si va fuori controllo si finisce in lockdown) a causa di comportamenti scorretti di persone risultate positive.

Sì perché non c’è solo l’asta del fantacalcio a cui non si può fare a meno e si va a contagiare venti amici. C’è anche il caso del ragazzo in attesa di tampone e sospetto infettato che non ha potuto aspettare il risultato ed è dovuto andare a una cena tra amici. Bell’amico risultato poi positivo e origine del contagio di alcuni dei presenti. 

Infine tanti i casi di “omertosi” dei contatti. Con tanto di nomi di parenti e amici tenuti nascosti, per evitare la noia della quarantena, agli uomini della Asl impegnati nei tracciamenti. Un’idiozia che tutti rischiano di pagare in maniera molto salata. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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