Allarme sicurezza. L’85% delle scuole della Tuscia non ha il certificato di agibilità

VITERBO - Lo rivela un'analisi del Sole 24 ore su dati del Miur sulla sicurezza degli edifici scolastici.
VITERBO – Gli edifici in cui mandiamo i nostri figli a scuola sono sicuri? Sembra proprio di no.
Solo il 15% delle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Viterbo ha il certificato di agibilità. Ergo, il restante 85% ne è sprovvisto.
A rivelarlo è un’elaborazione del Sole 24 Ore sui dati del Miur sulla sicurezza degli edifici scolastici. Dati aggiornati all’anno scolastico 2018-19.
Altro dato allarmante è quello afferente alla prevenzione degli incendi. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico solo il 10% degli edifici scolastici della Tuscia ha la certificazione sulla prevenzione degli incendi.
Collaudo statico solo nel 42% degli edifici scolastici.
Cari genitori, c’ è di che preoccuparsi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















