

È scattata la paura in questi giorni per le centinaia di ragazzi che hanno transito a Casa Italia a Cracovia, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, e dove era passata anche Susanna Rufi, la 18enne tragicamente stroncata da una meningite. Anche un gruppo di circa 25 ragazzi viterbesi, accompagnati dal vescovo Fumagalli, era transitato per la struttura e ora si prendono precauzioni.
Anche per il gruppo della Tuscia è scattata la profilassi precauzionale, anche se per il momento non c’è stato alcun allarme conclamato, ma la precauzione non è mai troppa. La Asl di Viterbo è entrata subito in azione e ha controllato anche i giovani viterbesi. “Al momento non si segnalano fortunatamente casi sospetti, né abbiamo ricevuto richieste da viterbesi che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù”, ha rassicurato dalle pagine del Corriere di Viterbo la dirigente del dipartimento di prevenzione di Viterbo.
Secondo don Fabrizio, accompagnatore del gruppo, i rischi sono minimi, visto che il gruppo della Tuscia è arrivato a Casa Italia due giorni dopo che la ragazza è stata colpita dalla meningite. La CEI ha comunque invitato tutti quelli passati per la struttura a sottoporsi a profilassi, per evitare qualsiasi rischio.

















