
VITERBO – “Essere dalla parte di Viterbo o essere fedeli a una disciplina di partito”. Questo è il dubbio amletico che si è abbattuto sui viterbesi di Fratelli d’Italia.
La partita è quella dell’ampliamento della discarica di Monterazzano. Questa mattina il consiglio straordinario sul tema chiesto dalla sindaca Chiara Frontini. Lì, sotto gli Ercoli della sala, è venuto fuori il centro della questione: la politica.
A nulla sono valsi i tentativi dei consiglieri di Fratelli d’Italia, capitanati da Laura Allegrini, di spostare l’attenzione sulle ragioni tecniche, sui non pronunciamenti del Comune di Viterbo in merito nei tavoli preposti. Argomentazioni buone per convincere qualche mente labile ma prive della sostanza che più conta: quella della verità delle cose. La materia dei rifiuti infatti vede la Regione nel ruolo di protagonista e decisore, lasciando posizione marginale e ininfluente ai comuni e alle province.
La verità indiscutibile è che la faccenda è squisitamente politica ed è qui il cortocircuito con cui rappresentanti viterbesi di Fratelli d’Italia dovranno fare i conti. Sul piatto un ampliamento di 960.000 metri cubi per Monterazzano che però la Regione di Rocca vorrebbe asservire al conferimento dei rifiuti di Roma e del resto del Lazio. Una metratura impressionante che se utilizzata, come logico e previsto dall’impostazione storica della gestione dei rifiuti, basterebbe alla Tuscia per i prossimi 70 anni. Se invece arriveranno i rifiuti dell’intera regione il nuovo invaso sarebbe pieno in appena tre anni. L’ennesima servitù richiesta al Viterbese.
Il primo fatto politico che emerge dalla situazione è il tradimento del patto stretto da il Rocca candidato alla presidenza con il sindaco Frontini. Patto elettorale che però sembra già destinato a incepparsi, proprio su un tema centrale come i rifiuti.
Il secondo fatto politico è il silenzio assordante dei consiglieri regionali viterbesi, entrambi di Fratelli d’Italia, che siedono in maggioranza: Daniele Sabatini e Valentina Paterna. Assenti al consiglio di oggi, il che potrebbe essere anche giustificabile per altri impegni romani, ma soprattutto non intervenuti con mezza parola e mezzo gesto su questa situazione difficile per il Viterbese.
Fratelli d’Italia è nel Viterbese a un bivio: difendere il territorio e farne valere le ragioni e gli interessi oppure non farlo per ragioni di disciplina di partito. Un cortocircuito della politica dove, in base alla scelta che i diretti interessati matureranno, si potrebbe assistere a degli eletti per la tutela dell’interesse dei cittadini viterbesi disposti a venire meno a quest’impegno per rispondere a logiche di partito.
Chiaramente la decisione è tutta politica, come andrà a svilupparsi la situazione è una decisione puramente politica. E Fratelli d’Italia è davvero l’ago della bilancia, avendo 22 consiglieri che siedono in consiglio regionale. Inoltre Daniele Sabatini è anche capogruppo di FdI e quindi in una posizione chiave per indirizzare l’azione politica del gruppo. I destini del Viterbese su questa importante vicenda sono in buona parte nella mani di Fratelli d’Italia.
L’evidenza è stata sottolineata in consiglio non solo dagli interventi degli uomini della maggioranza Frontini ma anche dagli interventi del Partito Democratico. Lo stesso Andrea Micci della Lega si è chiaramente definito politicamente contrario all’idea Rocca di fare di Viterbo la discarica del Lazio. I più attenti avranno notato il suo dare sponda agli interventi di Allegrini ma al tempo stesso distinguersi.
In questa storia amletica tutto, al momento, rimane sospeso. La decisione sarà presa a Roma e il territorio potrà cercare di resistere nei tribunali e mobilitando la popolazione. Chiaramente l’intenzione di ampliare la discarica e metterla al servizio di Roma è un danno per Viterbo. Quando le bocce saranno ferme saranno chiari a tutti i nomi e i cognomi di chi avrà compiuto un gesto contro il territorio o a favore. Intanto c’è del marcio in Danimarca, anzi della monnezza.

















