
ROMA – Raffaello torna al centro della scena nella città eterna, così come lo era stato 500 anni fa. E forse il giorno, il momento, in cui fu più sotto i riflettori è quello immortalato dall’immaginazione e dalla tecnica del pittore viterbese Pietro Vanni nella sua opera ‘I funerali di Raffaello’. Quadro formidabile scelto per la grande mostra sui cinquecento anni dalla scomparsa dell’architetto della fabbrica di San Pietro che riapre oggi, 2 giugno, i battenti alle Scuderie del Quirinale.
Un olio su tela, custodito nei depositi dei Musei Vaticani. Vanni ci mise quattro anni per completarla, lavorandoci dal 1896 al 1900. La ultimò cinque anni prima della sua stessa morte. Nel 1902 il dipinto fu premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di San Pietroburgo.
L’ingresso nel Pantheon delle spoglie del grande genio, la cui morte sconvolse la Roma papale, è rappresentato in un mix di solennità e drammaticità intenso. Il quadro del viterbese Vanni è stato chiamato quindi dagli organizzatori dell’esposizione a raccontare l’importanza e la tragedia per la prematura morte dell’artista che toccò il suo tempo.
Così, grazie a Vanni, un piccolo pezzo di Viterbo passerà sotto gli occhi di centinaia di migliaia di visitatori che fino al 30 agosto non vorranno perdersi la mostra evento.


















