Aliquote Irpef, Luzi: "A Castiglione pagano lo 0,8% solo 10 cittadini"
mirco luzi
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Addizionale comunale Irpef, 32 comuni della Tuscia su 60 applicano l’aliquota massima dello 0,8%. Ma ci sono delle realtà, come Castiglione in Teverina, dove l'aliquota massima in pratica riguarda solo pochi contribuenti. Talmente pochi che si possono contare sulle dita di due mani.

Addizionale comunale Irpef, 32 comuni della Tuscia su 60 applicano l’aliquota massima dello 0,8%. Ma ci sono delle realtà, come Castiglione in Teverina, dove l’aliquota massima in pratica riguarda solo pochi contribuenti. Talmente pochi che si possono contare sulle dita di due mani.

L’articolo pubblicato da La Fune nella giornata di ieri indicava Castiglione tra le realtà con la maglia nera. Così siamo stati contattati dal sindaco Mirco Luzi che ha tenuto a fare una giusta precisazione: “In realtà Castiglione in Teverina applica un’aliquota tra le più basse della provincia. Per essere ancor più chiaro invito a considerare che il Comune applica delle aliquote scaglionate, da cui ha un introito annuo di 70mila euro.

Se l’aliquota fosse stata fissa per tutti allo 0,4 ne avrebbe incassati 90mila. L’aliquota massima è applicata a nemmeno 10 contribuenti su oltre 1.600 Con aliquota fissa a 0,2 avremmo incassato 45mila euro. Così ne incassiamo 70.000 euro e quindi mediamente siamo sotto l’aliquota 0,4”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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