Alessandra Moscatelli nuovo direttore generale dell’Unitus
MOSCATELLI
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VITERBO - Prima tra i candidati che avevano aderito alla selezione indetta per ricoprire l'incarico.

VITERBO – Alessandra Moscatelli è da oggi, il nuovo direttore generale dell’Università della Tuscia. È risultata la prima dei candidati che avevano aderito alla selezione indetta dall’Unitus per ricoprire l’incarico.

Succede a Gianluca Cerracchio chiamato ad altro incarico presso il Miur. Avvocato, laureata in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma ha ricoperto vari incarichi in seno all’Unitus dal 1997 anno della sua assunzione fino ad arrivare alla nomina di direttore generale.

Chiamata dall’Università di Brescia a ricoprire lo stesso incarico nel 2017, è tornata all’Unitus nel 2020. Ora il consiglio di amministrazione dell’ateneo viterbese, acquisito il parere del senato accademico ha conferito all’avvocato Alessandra Moscatelli l’incarico di direttore generale.

“La dottoressa Moscatelli – ha sottolineato Stefano Ubertini rettore dell’Unitus – per la sua elevata qualificazione professionale e la comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali è un valore aggiunto del nostro ateneo al quale per anni ha garantito un indispensabile apporto che, sono sicuro, continuerà a fornire anche nei prossimi anni”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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