Alcol sotto chiave nel centro storico: ordinanza anti-movida selvaggia della sindaca Frontini
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Dal 23 giugno al 30 settembre stop al consumo e vendita di alcol in alcune zone di Viterbo dalle 16:00 alle 07:00. Stretta decisa su degrado e movida selvaggia.

VITERBO – Tappo stretto, anzi strettissimo, sulle bevande alcoliche nel cuore di Viterbo. Entra oggi in vigore l’ordinanza firmata dalla sindaca Chiara Frontini che, con effetto immediato, vieta fino al 30 settembre la vendita, il consumo e perfino la detenzione (se finalizzata all’immediato uso) di alcol in diverse zone della città. Obiettivo? Mettere un argine al degrado urbano e riportare ordine in quelle aree del centro storico dove, secondo molti residenti, la situazione è ormai fuori controllo.

La misura colpisce in particolare tutto il centro storico, ovvero l’area dentro le mura, viale Trento e zone limitrofe, la frazione di Bagnaia con particolare attenzione a piazza Don Egisto Fatiganti, Valle Pierina e le scalette verso piazza XX Settembre. In queste zone sarà vietato consumare alcolici di qualunque tipo e contenitore dalle 16:00 alle 07:00, tutti i giorni. Il divieto si applica anche a chi trasporta bottiglie o bicchieri aperti con l’intenzione di consumare sul posto, a meno che non si trovi all’interno di aree autorizzate come bar e ristoranti. Ma non finisce qui: niente vendita per asporto dalle 21:00 alle 07:00, nemmeno per i locali che servono cibo, i minimarket o i laboratori artigianali. Il divieto è totale e riguarda anche i dehors.

Dopo l’ordinanza antibivacco, arriva dunque anche quella anti-alcol. Un provvedimento tipico dell’estate ma che si inserisce in una strategia più ampia contro il degrado urbano. “Ci sono aree in cui servono controlli più severi – commenta la sindaca – e rispondiamo alle richieste dei cittadini con tutti gli strumenti che abbiamo”.

Chi verrà sorpreso a trasgredire rischia multe da 25 a 500 euro, salvo che non si configuri un reato più grave. In quel caso, oltre all’alcol, il conto potrebbe diventare molto più amaro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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