Albanese rimpatriato per pericolosità sociale, era in carcere a Viterbo per spaccio di grandi quantità di stupefacenti
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L’accompagnamento alla frontiera è stato disposto sulla base della valutata pericolosità sociale del condannato, gravato da precedenti di polizia per evasione, usura, rissa, estorsione ed in materia di armi, destinatario della misura alternativa alla pena detentiva dell’espulsione dal territorio dello Stato.

VITERBO -Quarantaduenne albanese rimpatriato. A eseguire l’azione personale della Polizia di Stato della Questura di Viterbo. L’uomo  era detenuto presso il carcere Nicandro Izzo, dove stava scontando una condanna a otto anni e undici mesi per il reato di traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravato dall’ingente quantità.

L’accompagnamento alla frontiera è stato disposto sulla base della valutata pericolosità sociale del condannato, gravato da precedenti di polizia per evasione, usura, rissa, estorsione ed in materia di armi, destinatario della misura alternativa alla pena detentiva dell’espulsione dal territorio dello Stato.

Il provvedimento, applicato dall’Ufficio di Sorveglianza con istruttoria curata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo, è stato eseguito con scorta assicurata da operatori della Polizia di Stato fino al Paese d’origine.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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