Al via 'Sacro e Profano', un'operazione tra luci e ombre
Sacro e profano 02
Gli Stati Generali La Fune
Fino al 31 gennaio sarà possibile visitare la mostra dislocata sul centro storico 'Sacro e Profano'. Ieri l'apertura ufficiale, tra luci e ombre.

Dentro ‘Sacro e Profano’. Ieri il taglio del nastro e l’apertura ufficiale della mostra. 23 dipinti viterbesi ricollocati all’interno di un percorso cittadino tra Palazzo dei Priori, la chiesa di San Silvestro (piazza del Gesù), il Museo del Colle del Duomo, la chiesa del Gonfalone (via Cardinal La Fontaine), il Museo Civico (piazza Crispi) e il Museo dell’Abate (San Martino al Cimino).

L’iniziativa promossa dal Comune di Viterbo rimarca una convinzione dell’amministrazione Michelini: “il Natale deve essere anche arte, contemplazione del bello”. Questo non significa che in passato non siano state allestite mostre, lo stesso Giulio Marini espose proprio a Palazzo dei Priori gli affreschi di Palazzo Spreca che quest’anno ritroviamo nella chiesa di San Silvestro.

 

 

L’allestimento

Gli affreschi di Palazzo Spreca all’interno della chiesa di San Silvestro

Ci aspettavamo vibrazioni positive su questo fronte e ci sono state. Andrea Alessi ha saputo mettere in risalto i dipinti, facendo un buon lavoro negli spazi, per certi versi piuttosto difficili, di Palazzo dei Priori. D’impatto l’idea di giocare con il buio e la luce, per mettere in risalto le opere. Funzionante anche la costruzione degli sfondi, azzeccato ed elegante il colore azzurro carta da zucchero. Buona anche l’illuminazione, attraverso i led.

Delusione per la sala regia. Dopo le indiscrezioni della vigilia c’era da aspettarsi uno studio di luci. Studio di luci che non c’era, trasformando di fatto la sala stessa in un area di dialogo. E’ vero che questo effetto si è verificato all’inaugurazione, che ha visto presenti in massima parte autorità cittadine e persone che già frequentano e conoscono questo spazio bellissimo e suggestivo. Magari l’effetto buio luce poteva funzionare meglio introducendo illuminazioni particolari. Magari funzionerà ugualmente su chi non conosce a memoria i dipinti della ricca sala comunale.

Minimalista e funzionale l’allestimento nella chiesa di San Silvestro. A vincere anche qui è l’idea: collocare gli affreschi all’altezza di cinque metri. La stessa altezza dove si trovavano all’interno di Palazzo Spreca, da dove furono sottratti dai predoni dell’arte. Stavano per essere venduti sul mercato nero a un milione e 400mila euro, ma una brillante operazione coordinata dalla Procura di Viterbo ha restituito tutto alla collettività. Le 14 virtù sono disposte in maniera da lasciare degli spazi. Spazi dovuti alla mancanza di tre affreschi andati persi.

Il resto dei luoghi non è stato visitato dal giro d’apertura. Buona anche la presenza di Alessi, che ha raccontato in maniera semplice e al tempo stesso ricca di contenuti e dettagli le caratteristiche dei quadri in mostra.

 

“Questi quadri valgono”

Le opere esposte sono tutte di artisti viterbesi tra Quattrocento e Settecento. Nei giorni scorsi è scoppiata una polemica, sollevata da Umberto Cinalli (Sel), sul modo discutibile e testimoniato da foto con cui i quadri sono stati collocati al loro posto nella mostra. Qualcuno si è posto la domanda: “Se sono trattati così è perché non valgono niente?”. Durante l’inaugurazione Alessi ha replicato: “Questi quadri valgono eccome, sono dipinti importanti”. La polemica di Cinalli (LEGGI), a questo punto, è ancora più valida: “Perché quadri importanti sono stati trattati in quella maniera?”.

 

La politica assente

L’ala fioroniana e l’assenza degli altri

L’inaugurazione di ieri ha messo in evidenza un fatto. Presente Giuseppe Fioroni e tutti i “fioroniani” o gravitanti intorno a quel mondo: Luisa Ciambella, Alvaro Ricci, Aldo Fabbrini, Daniela Bizzarri e Christian Scorsi. Assenti tutti gli altri. Nessuno di Viva Viterbo, la forza culturale dell’amministrazione Michelini. Nessun altro consigliere Pd o di Oltre le Mura. Sono tutti già in vacanza o si tratta di un segnale?

 

La comunicazione “ad minchiam”

Una costante dell’amministrazione Michelini sembra essere la non capacità di strutturare e pianificare la comunicazione. Anche quest’anno tutto all’ultimo momento e con una grande incognita: qualcuno da fuori Viterbo saprà dell’esistenza di questo ‘Sacro e Profano’? Si può anche decidere di non farlo sapere, ritenendo l’evento un qualcosa di localistico e poco vendibile fuori, ma qualcuno ci ha ragionato sopra?

 

La riflessione

L’augurio e l’invito che rivolgiamo ai viterbesi è di andare a visitare l’esposizione. L’allestimento ha delle idee di base, e questa è forse una novità per questa città. Si ricorderanno gli scafandri e l’allestimento dello scorso anno su Del Piombo. Una roba da pelle di cappone. Anche i quadri meritano e sicuramente si tratta di un arricchimento. L’operazione culturale, decisa dal Comune, presenta però dei punti critici o comunque apre spazio a delle riflessioni possibili e doverose. I quadri esposti sono già presenti nei musei e nelle chiese cittadine. Fatta eccezione per le virtù profane di Palazzo Spreca. Ha senso spendere 50mila euro per allestire Palazzo dei Priori e un paio di chiese? Qui la risposta può essere duplice, ma la domanda va posta. Altro quesito riguarda il carattere fortemente localistico del tutto. Questo può essere figlio di una scelta glocale: puntare su ciò che si ha sperando piaccia al mondo; o di una ripiegatura su se stessi: faccio le cose per i miei cittadini. Nel primo caso però si ritorna sempre al problema della comunicazione.

Altra domanda: regge l’idea che qualcuno da Milano o Bari dovrebbe venire a Viterbo per vedere i quadri di viterbesi tra Quattrocento e Settecento? Poteva reggere per Del Piombo, forse.

 

800x120 (1)
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
aiac_banner_01
asvis 2
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
Onda
Fune 300x300
domenicale post
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01