Al via oggi le prove di portata dei Facchini di Santa Rosa: inizia la selezione per il trasporto 2025
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Spalle forti e cuore pronto: cominciano oggi alle 17, nella ex chiesa della Pace, le prove di portata dei Facchini di Santa Rosa.

VITERBO – Iniziano oggi, mercoledì 19 giugno, alle ore 17 presso la ex chiesa della Pace, le prove di portata dei Facchini di Santa Rosa, appuntamento fondamentale in vista del trasporto della Macchina del 2025. Le prove proseguiranno anche nelle giornate di giovedì 20 e venerdì 21 giugno, sempre dalle 17 alle 20.

Si tratta di un passaggio obbligato per chi vuole partecipare alla storica impresa di settembre: il superamento della prova è infatti requisito necessario per essere ammessi al trasporto. Il test consiste nel portare una cassa del peso di 150 chili lungo un percorso di circa 90 metri, un esercizio che mette alla prova non solo forza fisica e resistenza, ma anche spirito di squadra e determinazione.

I Facchini già in servizio che hanno sostenuto l’ECG sotto sforzo con lo staff medico del Sodalizio non dovranno presentare alcuna documentazione. Gli aspiranti facchini, invece, potranno accedere alla prova solo nelle giornate del 20 e 21 giugno e dovranno presentarsi muniti di un certificato medico che attesti l’idoneità a sostenere la prova, oltre a un documento di identità in corso di validità e una sua fotocopia da allegare alla domanda di ammissione.

Come previsto dallo statuto del Sodalizio, possono sostenere la prova solo coloro che abbiano compiuto 18 anni e non abbiano ancora raggiunto il trentacinquesimo anno di età al momento dello svolgimento del test. I Facchini già effettivi dovranno indossare le scarpe ufficiali del trasporto. Agli aspiranti viene invece consigliato l’uso di calzature adeguate.

Inizia oggi il primo passo concreto verso una delle tradizioni più sentite della città.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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