Al via oggi a Viterbo la cinque giorni del Tuscia in Jazz: apertura in grande con gli Hi5
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Si comincia con «La bohème in Jazz» di Riccardo Arrighini e gli Hi5.

Pronti, via. Inizia questa sera il Tuscia in Jazz spring Festival. Ad aprire la rassegna, che durerà fino al 6 aprile, tra concerti, performance, seminari e laboratori oggi alle 19 presso la Sala degli Almadiani (ingresso 10€) La bohème in Jazz di Riccardo Arrighini. Guest il pittore Stefano Cianti che durante il live di Arrighini dipingerà delle opere che resteranno in esposizione fino al 6 aprile. In programma poi al Teatro San Leonardo (ingresso 15€ con Cd Omaggio) alle 21.30 gli HI5 (Austria) con la presentazione del cd dei vincitori del Tuscia in Jazz European Award.

La loro musica originale dalle influenze jazz , rock e classica, o come dicono loro Minimal Electro-jazz Chamber Music, è in grado di catturare e trasportare l’ascoltatore, sorprendendolo in continuazione con le loro sonorità mai banali e scontate. Il quartetto degli Hi5 è composto da Chris Norz batteria, che è anche autore di quasi tutti i brani, Philipp Ossanna chitarra e effetti, Matthias Legner vibrafono e Clemens Rofner basso. “Il disco degli Hi5 è un vero capolavoro musicale. – dichiara Italo Leali direttore del Tuscia in Jazz – I giovani austriaci ci regalano un lavoro bellissimo ed innovativo, che malgrado le forti sperimentazioni musicali al suo interno, resta sempre piacevole nell’ascolto e mai ripetitivo.

Tutto il programma è consultabile qui 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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