Al via l’esplorazione online del Museo delle necropoli Rupestri
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BARBARANO ROMANO - La struttura sarà presente nel portale ARTsupp pensato per valorizzare gli spazi e le iniziative culturali.

BARBARANO ROMANO – Tra i 43 progetti promossi dalla Regione Lazio all’interno del Bando “L’impresa fa cultura” anche il nostro Museo delle necropoli Rupestri insieme ad altre due realtà della nostra Regione. Il finanziamento destinato per tutti i partecipanti è di un importo complessivo di 101.670,12 euro.

ARTsupp è un portale pensato per valorizzare gli spazi, promuovere la programmazione, i progetti e le iniziative delle Istituzioni culturali.

Il nostro museo sarà presente nel portale, con la creazione di un profilo dedicato alle bellezze storico-archeologiche custodite e valorizzate all’interno del museo.

Tramite la piattaforma sarà possibile esplorare il museo online ricevere, informazioni su mostre in corso e navigare tra le opere della collezione museale e conoscere i più importanti complessi archeologici della Tuscia Rupestre come il Tumulo Cima, la Tomba della Regina, la Tomba dell’obelisco, la Cuccumella la Tomba del Cervo e tante altre bellezze.

L’adesione al progetto è stata una occasione per dare voce a quanto fino ad oggi il museo ha proposto in una giusta e prestigiosa cornice di ampia visibilità Nazionale ed Internazionale.

Sarà un utile strumento per la diffusione e la valorizzazione del Museo e delle immagini di Barbarano Romano nel mondo, rivolte ai cittadini del Borgo Antico, agli appassionati di Archeologia Natura e a tutti i viaggiatori che con facilità troveranno le informazioni necessarie per la visita ai luoghi della cultura di Barbarano Romano.

Un ringraziamento per uno dei tanti progetti presentati, va al nostro Direttore scientifico Alessandro Mandolesi, alla nostra curatrice Rosa Lucidi , al direttore del Parco Regionale Marturanum Stefano Cellettie a tutti i componenti del Comitato Tecnico Scientifico per l’impegno e la dedizione che profondono per far sì che le nostre splendide Necropoli ed il nostro Museo abbia il riconoscimento e la giusta collocazione in ambito Nazionale ed Internazionale.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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