Al via la 25esima edizione del festival "Quartieri dell'Arte"
Cervo-Qda-Unione
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VITERBO- Tra il 18 settembre e il 14 novembre il programma 2021 spazierà tra diverse strategie drammatiche e post drammatiche, va in scena il festival Quartieri dell'Arte

VITERBO-La 25esima edizione del festival Quartieri dell’Arte inaugura il nuovo ciclo tematico “Festival, Città, Rivoluzioni”. Tra il 18 settembre e il 14 novembre il programma 2021 spazierà tra diverse strategie drammatiche e post drammatiche, conservando un ruolo centrale al territorio – con la sua storia e i suoi anniversari identitari – e alla polivocalità della creazione, da sempre cifra caratteristica e originale di questa manifestazione internazionale dedicata alla scrittura e al palcoscenico in tutte le sue forme: dall’arte performativa in senso classico alla cosiddetta “afformance art”, dal Teatro documentario al fake-non fake.

A dare ulteriore senso alla parola Rivoluzioni contenuta nel titolo del ciclo tematico di QdA, c’è il nuovo Progetto The ways of the heroes co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione europea, di cui l’ente organizzatore del Festival è partner associato: il progetto prevede la stesura di un Waste Report sull’impatto ambientale di alcuni degli spettacoli che passeranno per QdA nel 2021 e nel 2022 a cura di esperti e in collaborazione con l’università degli Studi della Tuscia e una serie di performance teatro-filmiche su eroi ambientalisti del quotidiano.

L’uso del fake, per far riaffiorare un discorso e una riflessione che partono dalla storia per arrivare alla contemporaneità, lo si è osservato negli anni recenti in drammaturgie a vasta diffusione globale – dichiara il direttore artistico Gian Maria Cervo illustrando il programma di quest’anno –

Si pensi, per fare un esempio su tutti al tarantiniano ‘C’era una volta a… Hollywood’. L’effetto sul lungo periodo di queste è tutto da monitorare e valutare. E sulla base di queste valutazioni, Quartieri, propone, nel 450esimo anniversario della nascita di Caravaggio, una narrazione-trilogia-installazione sul pittore che in maniera più diretta e immediata può essere collegato al maestro lombardo Francesco Boneri, meglio conosciuto come Cecco del Caravaggio. A Bagnaia, frazione del Comune di Viterbo, dove Cecco realizzò l’unico affresco della sua vita, sarà in scena dall’1 al 13 novembre  il trittico Ceneri/Francesco Boneri ovvero l’anno drammatico del 1613 a Bagnaia/Amor Vicit scritto da un collettivo di drammaturghi dal curriculum internazionale consolidato e emergenti di cui fanno parteMichele Altamura, Gian Maria Cervo, Loris Leoci, Fabio Marson, Aleksandros Memetaj, Fabio Pisano e Riccardo Tabilio a cui si aggiungono un gruppo di drammaturghi adolescenti formati dall’Associazione La Dramaturgie grazie al progetto Response Art, sostenuto dal Comune di Bari e materiali trovati inediti di Giovanni Testori. Il trittico – che è in lavorazione in queste setttimane, diretto dai registi coreografi Ana Kostantinovic, Nina Nikolikj e con un cast che annovera attori di varia nazionalità (tra cui un gruppo di pluripremiati membri dell’ensemble del Teatro Nazionale di Macedonia) – sarà accompagnato da azioni promozionali eclatanti, blitz e provocazioni performative a sorpresa sul territorio (tutti realizzati nell’osservanza delle norme anti-Covid) che lasceranno un segno sulla piccola frazione del Comune viterbese, la cui concreta persistenza e perpetuazione dovrà costituire un impegno nei decenni a venire di chi avrà la responsabilità delle edizioni future del festival“.

Si connettono a questa trilogia-installazione su Cecco e Caravaggio una serie di spettacoli in vari centri del territorio su figure simbolo della pittura caravaggesca sia visti in una prospettiva storica sia indagati nelle loro versioni contemporanee come i musicisti di strada ed estremi (“Lazzari felici” – 18 settembre, “Per Edith Piaf” – primo ottobre), i pellegrini (“Racconti di un Pellegrino Rosso” – 26 settembre) e le sex workers (“Togliatti mon amour”, 3 ottobre).

Michelangelo, Caravaggio, Shakespeare, Marlowe, Joyce e Bloom si legano anche allo spettacolo “A Shakespeare/Marlowe Digital Diptych” (8/17 ottobre), vincitore del bando “Vivere all’italiana sul palcoscenico” del Maeci, qui presentato in una versione con regia video del grande metteur-en-scene russo Nikolay Kolyada e performance live diretta da Riccardo Festa. Costituiscono infine variazioni sul tema di questa edizione di “Quartieri” gli spettacoli “Memorie di un ciabattino”, che apre la kermesse il 18 settembre a Celleno, con la giovane compagnia Anonima Teatri, “Mare Nero” (19 settembre), un progetto performativo-installativo su “Maria Stuarda” (24/30 settembre) e il dittico di commedie di Paolo Fallai (6 novembre), “Provvisorio per educazione” e “L’angoscia è il meno”, con la regia di Pierpaolo Sepe.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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