Al via il recupero degli affreschi seicenteschi di San Domenico
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Impegnati nell'interessante operazione un gruppo di giovani studenti restauratori dell'Unitus. Il lavoro dei ragazzi che frequentano il corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, è cominciato il 4 luglio e andrà avanti per un mese.

Si lavora per il recupero degli affreschi seicenteschi del chiostro medioevale di Santa Maria in Gradi. Impegnati nell’interessante operazione un gruppo di giovani studenti restauratori dell’Unitus. 

Il lavoro dei ragazzi che frequentano il corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, è cominciato il 4 luglio e andrà avanti per un mese. Sono 10 e sono tutti studenti del corso di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Gli affreschi ai quali stanno rivolgendo la loro attenzione sono quelli dei primi del Seicento che ornano il chiostro medioevale (1252) del complesso di Santa Maria in Gradi, dove ha sede il rettorato dell’Ateneo viterbese.

Cominciano la mattina presto e vanno avanti per tutta la giornata. Gli affreschi raffigurano scene della vita di San Domenico, il cui ordine fondò il complesso nel quale si trova il chiosco. Complesso fatto erigere da Raniero Capocci. A coordinare i lavori il professor Mark Gittins, docente del corso di laurea assistito dalla dottoressa Anna Arcudi.

“E’ un cantiere didattico estivo – ha detto il professor Gittins – al quale i ragazzi stanno lavorando da qualche giorno. I giovani che sono al secondo anno di università mostrano già una buona tecnica in fatto di restauro. Gli affreschi sono ancora ben visibili e malgrado alcuni siano del tutto scomparsi, restano tuttavia altri di pregevole fattura”. “Seguendo i ragazzi- dice Anna Arcudi assistente del professor Gittings e restauratrice lei stessa- in questo impegno quotidiano notiamo il grande interesse e cura che mettono in ogni fase dell’operazione. Si ha la netta sensazione della loro grande soddisfazione e delle loro già buone capacità. Fanno tutto con vero entusiasmo”.

“Stiamo lavorando a questo cantiere didattico estivo – dice Giorgia Porcu una delle studentesse che si dedicano al ripristino delle opere- dopo aver seguito durante tutto l’anno lezioni di teoria nei laboratori del Dipartimento di Beni Culturali. Stiamo passando dalla teoria alla pratica, insomma, e vivendo un’esperienza molto qualificante e soddisfacente. Lo scorso durante il cantiere didattico estivo abbiamo lavorato, recuperando opere scultoree, a Roma a Santa Maria Antiqua al Foro Romano”. Dunque un’ altra importante attività per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione dei Beni Culturali presieduto dal professor Ulderico Santamaria (vicepresidente professoressa Paola Pogliani).

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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