Al via il progetto Unitus con Cnr e Cnccs per i farmaci naturali
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Il progetto parte da subito e gli esperti dell'Università collaboreranno con quelli del CNCCS - IRBM nella ricerca. Questa ultima società opera già da anni nel campo della ricerca farmaceutica con notevoli risultati

La convenzione firmata ieri mattina al Rettorato stabilisce una collaborazione diretta e importante tra Università della Tuscia, CNR, e CNCCS (Consorzio Collezione Nazionale di Composti Chimici e Centro Screening) nel campo della ricerca scientifica mirata all’individuazione di molecole che si possono trovare in natura per preparare farmaci naturali e non composti con molecole prodotte in laboratorio.

Il ruolo dei ricercatori Unitus in questo progetto è fondamentale, è stato detto, proprio per la loro esperienza e alta professionalità. Si tratta del progetto “Pronat” che ha avuto dal CIPE tramite il Ministero dell’Università e della Ricerca, un finanziamento di 6 milioni di euro, dei quali 500mila andranno all’Unitus.

Alla firma dell’accordo erano presenti il Rettore Prof. Alessandro Ruggieri, il Capodipartimento del Miur Prof. Marco Mancini, il Presidente del CNR Prof. Massimo Inguscio, l’Amministratore Delegato del Consorzio CNCCS/Presidente IRBM Science Park S.p.A. Dr. Piero Di Lorenzo, e l’On.le Giuseppe Fioroni già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il progetto parte da subito e gli esperti dell’Università collaboreranno con quelli del CNCCS – IRBM nella ricerca. Questa ultima società opera già da anni nel campo della ricerca farmaceutica con notevoli risultati. “Questa iniziativa – ha detto il prof. Massimo Inguscio presidente del CNR- è importante per tutta la Nazione non solo per l’Università della Tuscia perché le conoscenze universitarie, non solo quelle dell'UNITUS, possono essere messe al servizio della Società”.

“È un momento importante per la ricerca italiana – ha detto il prof. Marco Mancini del MIUR- perché stiamo varando un piano globale per la ricerca che supera i 2 miliardi di euro e che coinvolgerà molti e qualificati centri di ricerca. Occasione importante anche per l’Unitus”.

“Il rapporto di collaborazione tra le case farmaceutiche e le università – ha evidenziato Piero di Lorenzo, amministratore delegato del CNCCS – deve essere molto intenso. Dobbiamo cambiare la mentalità italiana che nelle Università si studia e si fa applicazione e dei soldi si occupano le industrie. È sbagliato perché non si valorizza il lavoro delle Università. Occorrono invece questi tipi di intervento”.

“È uno dei tanti momenti belli della nostra ricerca- ha detto il Rettore Alessandro Ruggieri – è importante che ci abbiano individuato come partner scientifico riconoscendo un ruolo guida. È una valutazione molto alta dei nostri professori e della nostra ricercaW;.

“Auspico in fatto di ricerca anche una stretta collaborazione con la regione Lazio – ha detto l’on. Giuseppe Fioroni – i 6 milioni di euro rappresentano un finanziamento di riguardo. Poi la ricerca sulle molecole naturali è un passo ecisivo verso un nuovo modo di concepire il farmaco. Per quanto riguardo Viterbo credo che potrebbe di ventare un centro nazionale di ricerca”.

800 Confartigianato
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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