Al Teatro Unione verrà esposta la Carrozza di Palazzo dei Priori
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La carrozza di Palazzo dei Priori, abbandonata in un capannone sulla Tuscanese durante l'amministrazione Michelini, tornerà agli antichi splendori dopo il restauro da parte di una ditta specializzata incaricata da Enrico Maria Contardo e dall'amministrazione Arena

VITERBO- Il 31 Ottobre, la carrozza di Palazzo dei Priori dimenticata in un magazzino, rivedrà la luce al Teatro Unione. Restaurata durante l’amministrazione Gabbianelli e accantonata durante quella Michelini, la storica carrozza racconta tutt’oggi i fasti della Viterbo del Novecento quando veniva utilizzata per le cerimonie ufficiali del Comune di Viterbo.

Qualche tempo fa il ritrovamento da parte di Enrico Maria Contardo in un tetro capannone di proprietà del Comune sulla Tuscanese e l’idea e la voglia di restaurarla e ridarle l’importanza che merita. Trovati i fondi per il restauro, la carrozza esce dalla nuvola di polvere e si prepara ad una nuova entrata in società.

L’appuntamento è per la mattina del 31 Ottobre, quando verrà prelevata dal capannone dove è riposta e data in mano ai restauratori. 

Tornerà in città non dalla porta di servizio, ma dal portone principale.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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