Al Teatro Unione uno spettacolo per bambini da mozzare il fiato
briciole di felicità
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VITERBO - Vende felicità in barattolo! Ma come, la felicità si vende? Senz'altro gli abitanti del villaggio la comprano, ne hanno un gran bisogno! Peccato però, i barattoli sono vuoti! Ma dov'è finita la felicità? Chi l'ha presa? dove si trova?

VITERBO – Una importante riflessione sul tema della felicità è al centro dello spettacolo Briciole di felicità della compagnia ArteVox Teatro in scena il 29 gennaio ore 18 al Teatro dell’Unione nell’ambito della rassegna pensata per i bambini A teatro in famiglia, nata dalla collaborazione tra il Comune di Viterbo e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio.

Il progetto è selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Non lontano da qui esiste un bosco di case sospese, dove irrompe all’improvviso il Venditore di Felicità.

Vende felicità in barattolo! Ma come, la felicità si vende? Senz’altro gli abitanti del villaggio la comprano, ne hanno un gran bisogno! Peccato però, i barattoli sono vuoti! Ma dov’è finita la felicità? Chi l’ha presa? dove si trova? Ai piedi delle case sospese, nel “buco” vive Ohibò. Ohibò è strano, non parla la loro lingua ed è diverso da loro, sembra felice. Che abbia preso lui la loro felicità? Inizia così un’avventura a che porterà gli abitanti del villaggio a uscire dalle loro case, a relazionarsi tra loro, a parlarsi e infine a conoscersi davvero.

Quando scopriranno il segreto di Ohibò si accorgeranno di aver scoperto il segreto della felicità. Briciole di felicità di Anna Maini è uno spettacolo di teatro di figura con in scena 8 muppet a taglia umana di Sig. Formicola, Marco Lucci. Le ambientazioni magiche sono realizzate con videoproiezioni di illustrazioni originali di Rossana Maggi animate in motion graphic da Maria Elena Fusacchia. Nato con la consulenza artistica David Faraco (DK), vede in scena Alessia Candido e Matteo Piovani ed è prodotto da Fondazione Sipario Toscana Teatro Linguaggicreativi.

Il progetto nasce nel 2018 dall’incontro con il libro IL VENDITORE DI FELICITÀ di Davide Calì e specialmente con le illustrazioni di Marco Somà (premio Andersen 2019). Partendo dalla domanda “che cosa significa felicità per ciascuno di noi” la compagnia ha attivato corsi, laboratori, incontri di teatro d’attore e di figura con bambini dai 5 ai 10 anni indagando il tema della felicità.

“Poi è arrivata la pandemia e ci siamo rese conto che la felicità aveva assunto significati diversi da prima per i piccoli, ma anche per i grandi. Così anche il nostro lavoro si è arricchito di altri significati. Abbiamo sentito che avevamo tutti bisogno di Ripartire dalla felicità. Con questo spettacolo vorremmo aiutare i bambini e le bambine ad elaborare la sofferenza facendoli sentire parte di una comunità attenta ai loro
bisogni, dicendo loro “non vi abbiamo abbandonato, siamo qui per voi ora”.

Per noi lo strumento per raggiungere la felicità è proprio l’arte, il teatro. La forza della comunità contro l’individualismo. La felicità nascosta nelle briciole di umanità che ognuno di noi condivide con gli altri» racconta la compagnia. Rete CEET – Cultura, Educazione, Empowerment, Territorio; è un progetto promosso dall’Arci e cofinanziato dall’Impresa sociale “Con i bambini”; attraverso il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Obiettivo del progetto è quello di valorizzare e implementare il lavoro educativo che viene svolto quotidianamente da decine di circoli Arci nel contrasto alle povertà educativa di minori e famiglie, all’interno di una comunità educante composta dagli abitanti delle zone coinvolte, dalle scuole, dalla rete delle associazioni di promozione sociale, culturale e sportiva e dalle istituzioni locali.

A Viterbo, Ceet è attivato da Arci Solidarietà Viterbo Impresa Sociale srl in collaborazione con l’IC Fantappiè, la Ludoteca ARCI Solidarietà Viterbo, Comune di Viterbo e ATCL. L’obiettivo della collaborazione con il Comune di Viterbo e ATCL è quello di avvicinare bambini e famiglie all’esperienza teatrale attraverso laboratori di educazione alla visione degli spettacoli proposti dalla stagione di teatro per le famiglie al Teatro dell’Unione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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