Al teatro Unione arriva “Fronte del porto”
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VITERBO - Alessandro Gassmann, con la sua cifra inconfondibile, costruisce uno spettacolo che ci trascina nella Napoli di quasi 40 anni fa. Lo spettacolo in scena il 30 novembre alle 21.

VITERBO – Dopo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” Alessandro Gassmann dirige di nuovo Daniele Russo nella riscrittura di una storia “cinematografica”: l’adattamento teatrale firmato da Enrico Ianniello di “Fronte del porto” in scena il 30 novembre alle 21 al teatro dell’Unione grazie alla collaborazione tra il comune di Viterbo e Atcl (associazione teatrale fra i comuni del Lazio).

Attore, scrittore, traduttore e regista non nuovo a esperienze di trasposizione scenica (si ricordano i suoi i fortunatissimi adattamenti di Chiòve e I Giocatori del catalano Pau Mirò) Ianniello ha immaginato la storia a partire dall’omonima opera dell’americano Budd Schulberg (a sua volta ispirato da un’inchiesta giornalistica dell’epoca, diventata la base della sceneggiatura del film di Elia Kazan che vinse otto Oscar nel 1954) e dall’adattamento teatrale realizzato, in seguito, dall’inglese Steven Berkoff.

Alessandro Gassmann, con la sua cifra inconfondibile, costruisce uno spettacolo che ci trascina nella Napoli di quasi 40 anni fa: i colori della moda sono sgargianti, la sonorità è quella dei film dell’epoca e un cast di 12 attori straordinari porta in scena una storia corale dalla forte carica emotiva e sociale, fatta di relazioni intense e rabbiose e di atmosfere cariche di suspense.

“Credo che in questo momento in questo paese non ci sia storia più urgente da raccontare di Fronte del Porto. Una comunità di onesti lavoratori sottopagati e vessati dalla malavita organizzata, trova attraverso il coraggio di un uomo, la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà – racconta Alessandro Gassmann -. Ho chiesto ad Enrico Ianniello di spostare l’azione originariamente ambientata negli Stati Uniti degli anni 50, in una Napoli degli anni 80, dove la camorra era organizzata e presente tra gli operai del porto industriale. Come già avvenuto per ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’, anche in questo caso la scelta è caduta su un testo ed una tematica che mi coinvolgono profondamente e che portano verso una ricerca di libertà faticosa. Ricostruiremo la vita del porto, le vite degli operai, i loro aguzzini, attaccandoci ai suoni, ai rumori, ai profumi ed alla lingua di questa città.

Cerco sempre di ricostruire mondi credibili nei miei spettacoli, pensando ad ogni tipo di pubblico, nella convinzione che ora come non mai il teatro debba essere arte popolare, di difficile esecuzione ma di semplice fruizione. Continua la mia collaborazione con il teatro Bellini, struttura teatrale giovane e coraggiosa, la più vivace realtà teatrale di Napoli in questo momento, e mi piace continuare il mio lavoro di regista con Daniele Russo, nel quale ho trovato un interprete ideale e credibile per raccontare i limiti ed i difetti umani di protagonisti imperfetti, ma proprio per questo emozionanti.

Sarà un grande spettacolo, spero anche visivamente coinvolgente e sono felice di continuare la mia collaborazione con Pivio ed Aldo de Scalzi, che cureranno le musiche di Fronte del porto, con Mariano Tufano che disegnerà i costumi, con Marco Palmieri che disegnerà le luci di questo viaggio. Come per La pazza della porta accanto, mia regia di due anni fa su Alda Merini, firmerò le scene, che descriveranno più di venti luoghi e che immagino, con i loro movimenti, parte integrante della narrazione drammaturgica. A voi auguro di emozionarvi, divertirvi e vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Buon viaggio”.

Per i più giovani fino a 30 anni non compiuti è possibile acquistare i biglietti scontati con l’app Lazio Youth card della regione Lazio.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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