Al Teatro dell'Unione 'Babbo Natale e la notte dei regali'
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VITERBO - Una stravagante e coinvolgente storia che accompagna i piccoli spettatori nella magica…e “divertente” atmosfera del Natale.

VITERBO – Il 18 dicembre ore 18 una coinvolgente commedia per i piccoli spettatori con ‘Babbi Natale e la notte dei regali’, della compagnia Eccentrici Dadarò nell’ambito della rassegna pensata per i bambini A teatro in famiglia, nata dalla collaborazione tra il Comune di Viterbo e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio. Il progetto è selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

‘Babbo Natale e la notte dei regali’, liberamente ispirato a “Quella volta che Babbo Natale non si
svegliò in tempo” di Thomas Matthaeus Muller, è ambientato la notte della vigilia di Natale, quando con trepidazione i bambini aspettano l’arrivo dei regali. Purtroppo, Babbo Natale non si è svegliato in tempo e i regali non sono ancora pronti. Renato e Nicola, due pestiferi fratellini, non riuscivano a prendere sonno: non vedevano l’ora che arrivasse l’indomani mattina per scartare tutti i regali.

“Caro Babbo Natale, mi piacerebbe che tu mi portassi: un robot con gli occhi laser, e poi la tenda degli indiani, e poi la chitarra elettrica… e poi… e poi… e poi…” “Io invece vorrei avere una bicicletta con le ruote tute cromate e la sella ammortizzata e poi un esercito di soldatini e poi… e poi… e poi…” … e poi, finalmente, si addormentarono e fu allora che arrivò… Babbo Natale: “Accipicchia” disse saltando giù dal
letto “non mi sono svegliato in tempo, la sveglia non ha suonato e io… non ho ancora preparato i regali, nemmeno un pacchettino”. Babbo Natale e la sua fedele Renna, tra divertenti gag e improbabili magie, le provarono tutte, ma dei regali nemmeno l’ombra. Alla fine, venne loro un’idea: al posto dei regali avrebbero fatto, insieme a tutti i bambini, uno spettacolo spettacolare…e quello sì che fu un bel regalo di
Natale!

 

Rete CEET – Cultura, Educazione, Empowerment, Territorio; è un progetto promosso dall’Arci e cofinanziato dall’Impresa sociale “Con i bambini”; attraverso il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Obiettivo del progetto è quello di valorizzare e implementare il lavoro educativo che viene svolto quotidianamente da decine di circoli Arci nel contrasto alle povertà̀ educativa di minori e famiglie,
all’interno di una comunità̀ educante composta dagli abitanti delle zone coinvolte, dalle scuole, dalla rete delle associazioni di promozione sociale, culturale e sportiva e dalle istituzioni locali.

A Viterbo, Ceet è attivato da Arci Solidarietà Viterbo Impresa Sociale srl in collaborazione con l’IC Fantappiè, la Ludoteca ARCI Solidarietà Viterbo, Comune di Viterbo e ATCL. L’obiettivo della collaborazione con il Comune di Viterbo e ATCL è quello di avvicinare bambini e famiglie all’esperienza teatrale attraverso laboratori di educazione alla visione degli spettacoli proposti dalla stagione di teatro per le famiglie al Teatro dell’Unione. Il progetto prevede la distribuzione, che avverrà proprio tramite la scuola, di un pacchetto di gratuità che permetterà a 133 nuclei familiari di partecipare agli spettacoli programmati da Atcl, con relativo laboratorio di educazione alla visione che verrà realizzato nel foyer del Teatro dalle ore 16.30 nei giorni di spettacolo a partire da Gennaio 2023.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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