Al Santuario di Santa Rosa 'Macchine di Pace'
monastero-santa-rosa
Masicar800x120-optimize
SPECIALE SANTA ROSA - Inaugurata la mostra internazionale Macchine di Pace presso il santuario monastero Santa Rosa.

SPECIALE SANTA ROSA – Inaugurata la mostra internazionale Macchine di Pace presso il santuario monastero Santa Rosa.

La mostra internazionale Machines for Peace a Viterbo si ricollega al progetto Macchine di Pace, che ha preso avvio a Viterbo lo scorso anno per celebrare i dieci anni del riconoscimento UNESCO delle feste di Rete delle grandi Macchine e spalla, che coincide con il ventennale della Convenzione UNESCO 2003.

E’ l’unica città della Rete che ospita – prima del suo ritorno nel contesto internazionale, dopo Betlemme e Praga – la mostra completa, sulla base di un intervento importante del Comune di Viterbo che ha inteso dare particolare rilievo alla ricorrenza celebrativa anche in funzione dei festeggiamenti per i 45 anni di vita del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. La mostra, alla cui realizzazione collaborano i Facchini e GRAMAS, l’associazione delle comunità della Rete sarà esposta nella Sala del Quattrocento del Monastero di Santa Rosa, mentre la Sala delle Colonne ospiterà l’altra mostra di Rete, “Reportage di Patrimonio”, che presenta le feste narrate dagli scatti dei fotografi di comunità già presentata a Nola e Sassari. La mostra, realizzata in collaborazione con Ministero della Cultura- iCPI, è patrocinata dal Ministero degli Esteri, dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, dal Rotary International e FRACH e dal Rotary Club di Viterbo, dalla Federazione nazionale Italiana per l’UNESCO, dalla Diocesi di Viterbo, dalle Città della Rete e da Meraviglia Italiana.

 

800 Confartigianato
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
TdP_Inalazioni
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
POST FB 02
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
Onda