Al Salotto delle Sei l’anteprima nazionale di “Le indagini in diretta”
Bottone
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Lo storico inviato de La Repubblica Massimo Lugli e il direttore operativo Interpol Antonio Del Greco presenteranno il libro che hanno scritto “Città a mano armata”. Un testo che racconta “le indagini segrete sui casi più scottanti della storia criminale italiana”.

Al Salotto delle Sei l’anteprima nazionale di “Le indagini in diretta”. Torna il 19 gennaio nella sala conferenze del Consorzio Biblioteche di Viterbo in Viale Trento a partire dalle ore 17 dopo la pausa natalizia l’appuntamento con il giornalismo di inchiesta e con il festival ideato e condotto da Pasquale Bottone. Lo storico inviato de La Repubblica Massimo Lugli e il direttore operativo Interpol Antonio Del Greco presenteranno il libro che hanno scritto “Città a mano armata”. Un testo che racconta “le indagini segrete sui casi più scottanti della storia criminale italiana”.

“Le indagini in diretta” è il titolo dell’incontro che inaugura la seconda fase di Giallo Cronaca di questa stagione. Un viaggio nel backstage di un ufficio di polizia nel quale si vivono imprevisti, colpi di fortuna e situazioni paradossali “che spesso si vengono a creare e rimettono in discussione tutto”.

Il racconto copre un arco temporale che va dai primi anni Ottanta fino ai giorni nostri e si occupa anche di ricostruire l’evolversi delle tecniche investigative. All’appuntamento parteciperà anche il Aldo Musci.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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