Al Rocchi procedono i lavori: la scadenza del 20 giugno spaventa meno
Stadio Rocchi Viterbese
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Non ci sono deroghe per ora e quindi questi lavori devono essere necessariamente finiti entro il 20 giugno. Nuove panchine, sala stampa, spazi per la sicurezza e rete di protezione sono i principali interventi che si stanno portando a termine.

I lavori per il Rocchi e la scadenza del 20 giugno fa sempre meno paura. Dopo la voce grossa fatta e rifatta da Piero Camilli l’amministrazione si è attivata per portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori per mettere in grado lo stadio cittadino di poter ospitare partite della Lega Pro.

Dopo la promozione e la vittoria dello scudetto di categoria sarebbe stata una beffa enorme vedere la squadra non iscriversi al campionato. Alla fine i lavori sono partiti ed è plausibile pensare che questa prima fase possa essere conclusa entro la prima delle scadenze.

Non ci sono deroghe per ora e quindi questi lavori devono essere necessariamente finiti entro il 20 giugno. Nuove panchine, sala stampa, spazi per la sicurezza e rete di protezione sono i principali interventi che si stanno portando a termine.

Entro la prima partita di campionato dovranno essere terminati altri lavori, ma questa è tutta un’altra gara. E ci si inizierà a pensare, si spera, dal 21 giugno.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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